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QUANDO TI DICONO CHE SEI OBESO

QUANDO TI DICONO CHE SEI OBESO,
DIGLI: "È PEGGIO ESSERE MAGRO COME TE"

Dobbiamo unirci tutti contro la cultura del bullismo

photo-1516585427167-9f4af9627e6cTratto da una storia vera. Alcuni bei film o romanzi iniziano con quest'affermazione che tiene tutti sospesi per l'interesse che suscita.

Siamo in Giappone. Papa Francesco ha appena terminato un incontro con migliaia di giovani. Questo momento di festa è un dialogo fatto di domande da parte di alcuni ragazzi e risposte di un Padre saggio che ha attinto forza e significato nella sua vita dal Vangelo.

Tratto da una storia vera. Siamo di fronte ad una persona in carne ed ossa che ha sofferto molto. È una delle tante vittime del bullismo. Si chiama Leonardo, un giovane filippino che, quand'era in quarta elementare, è immigrato coi suoi genitori in Giappone. È stato molto difficile vivere in un altro paese a causa della lingua ancora sconosciuta, della differenza culturale e di costumi.

"Ma il problema che mi faceva soffrire di più -racconta Leonardo- era il bullismo... A bassa voce, ma sufficientemente alta per farsi sentire da me, lui mi diceva: 'Cattivo straniero, obeso, disgustoso!'. Solo con lo scambio di sguardi mi sentivo deriso e non riuscivo a sorridere. Ogni giorno sentivo solo il voler sparire. Pensavo che la mia mera esistenza fosse negata. Ho vissuto molti momenti difficili ed ho anche pensato al suicidio."

Papa Bergoglio si trova in una nazione dove le armi nucleari hanno distrutto la vita a migliaia di persone. C'è però un'altra realtà, oggigiorno, in grado di rovinare, distruggere, e portare alla morte la vita di tanti giovani e non solo: il bullismo. È un veleno silenzioso, alle volte elegante, pernicioso, gratuito, facile, immediato... Ma può portare alla morte. Leonardo era una di queste vittime, solo perché era immigrato e un po' più robusto rispetto alla media.

"Per favore, mi dica Santo Padre: come dovremmo affrontare i problemi della discriminazione e del bullismo che si stanno diffondendo in tutto il mondo?"

"In fondo, i molestatori, quelli che fanno bullismo, hanno paura, sono dei paurosi che si coprono con la forza. E in questo – fate attenzione – quando sentite, vedete che qualcuno sente il bisogno di fare del male a un altro, di fare del bullismo su un altro, di molestarlo, quello è il debole. Il molestato non è il debole; è colui che molesta il debole, perché ha bisogno di farsi grande, forte, per sentirsi qualcuno." PAPA FRANCESCO

La paura... Ma chi ci insegna a vivere, attraversare, dare senso alla paura del diverso? Tanti giovani, ma anche molti adulti sanno utilizzare tanti strumenti, sanno domare animali selvatici, hanno imparato a viaggiare nell'universo; ma non sanno vivere la paura. E questa emozione non riconosciuta e non vissuta può portare a ferire, perfino ad uccidere, chi, di fronte a noi, la riaccende con la sua vita, con il suo essere, con il suo modo di fare. Quando siamo di fronte a persone che ci molestano, ci offendono, ci maltrattano verbalmente, siamo di fronte a persone impaurite di loro stesse che non hanno trovato altro modo per scappare dalla paura che attaccare l'altro. E questo non è sano per nessuno.

L'antidoto al bullismo sarà allora la comunione, la solidarietà, la fraternità. Il bullismo isola, non accetta la comunione, ma predilige l'esclusione.

"Sono stato tante volte salvato dalle persone della parrocchia -afferma Leonardo- e le parole gentili dei sacerdoti, degli animatori, ma anche le Parole di Gesù nella Bibbia, quando mi dice: "Non avere paura; io sono con te! Non stupirti. Io sono il tuo Dio. Ti rafforzerò, ti aiuterò, ti sosterrò nella mia vittoriosa mano destra" mi hanno tutte incoraggiato."

"Il bullismo è un'epidemia per la quale la migliore medicina la potete trovare voi stessi. Non è sufficiente che le istituzioni educative o gli adulti utilizzino tutte le risorse a loro disposizione per prevenire questa tragedia, ma è necessario che tra voi, tra amici, tra compagni, vi mettiate insieme per dire: No! No al bullismo, no all'aggressione verso l'altro. Questo è male! Non esiste un'arma più grande per difendersi da queste azioni di quella di "alzarsi" tra compagni e amici e dire: 'Quello che stai facendo, il bullismo, è grave'." PAPA FRANCESCO

L'amore che viene dalla comunione può portare alla vittoria del bene sul male, potrà sconfiggere ogni sorta di etichetta, permetterà di dare a tanti la possibilità di scoprirsi belli non perché rispecchiano certi canoni, ma perché si sono sentiti visti. E non c'è bellezza più grande del sentirsi visto da qualcUno che ti ama così come sei.

Omelie della domenica

2020-09-27 XXVI DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO Omelia don Daniele

file audio dell'omelia

+ Dal Vangelo secondo Matteo

In quel tempo, Gesù disse ai capi dei sacerdoti e agli anziani del popolo: «Che ve ne pare? Un uomo aveva due figli. Si rivolse al primo e disse: "Figlio, oggi va' a lavorare nella vigna". Ed egli rispose: "Non ne ho voglia". Ma poi si pentì e vi andò. Si rivolse al secondo e disse lo stesso. Ed egli rispose: "Sì, signore". Ma non vi andò. Chi dei due ha compiuto la volontà del padre?». Risposero: «Il primo».

E Gesù disse loro: «In verità io vi dico: i pubblicani e le prostitute vi passano avanti nel regno di Dio. Giovanni infatti venne a voi sulla via della giustizia, e non gli avete creduto; i pubblicani e le prostitute invece gli hanno creduto. Voi, al contrario, avete visto queste cose, ma poi non vi siete nemmeno pentiti così da credergli».

Parola del Signore