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L'idea di LifeRoads è nata dal grande desiderio di portare un po' di umanità in un mondo sempre in ricerca dell'efficacia, della fretta, del perfezionismo, tanto da esaltare i problemi, dimenticandosi della persona... Ci siamo accorti che in una società pieno di suoni, di parole, tutti parlano e nessuno ascolta. Che fare dunque?

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L'UNICA ARMA DI CUI ABBIAMO BISOGNO

L'UNICA ARMA DI CUI ABBIAMO BISOGNO

Quando l'uomo può uccidere o dare la vita

photo-1485808269728-77bb07c059a8Il bisogno di pace è uno tra i più impellenti oggigiorno. Tutti desiderano la pace, ma in pochi sanno quale via percorrere per raggiungerla e custodirla. Allora sorgono 'profeti' last-minute che promettono tranquillità e non pace, propongono sicurezza e non stabilità; invitano infine alla chiusura per difendersi da quei 'fantasmi' inventati a tavolino da alcuni sistemi che hanno come obiettivo principale quello di arricchirsi.

 

Papa Francesco ha fatto suo il grido di molti che desiderano la pace. Oggi siamo a Nagasaki e il Vescovo di Roma ci ricorda che “il desiderio più profondo del cuore umano è il desiderio di pace e stabilità”.

 

Torna nei rotocalchi il termine pericolo, si scatenano guerre per paura e sfiducia, anche tra vicini di casa o addirittura all'interno della stessa famiglia. Ebbene sì, siamo in un mondo in cui i potenti ci tengono legati con la paura e la sfiducia. Tanti media, molti dei messaggi veicolati, e addirittura certe correnti politiche ed economiche ci fanno credere che dobbiamo sbrigarci a difenderci, altrimenti qualcuno prenderà ciò che è nostro... E ci mettono fretta!

 

La fretta. Nonna diceva: “Ci vogliono nove mesi per dare la vita e una vita per imparare a viverla!”. Il tempo, la saggezza degli anziani, la voglia di imparare, sapere che dal niente nasce niente ma, se ci si impegna, si imparano le arti della vita che ti fanno vivere felice.

 

Se c'è una cosa nemica della pace, questa forse è la fretta. Quest'ultima è travestita da paura e sfiducia. Quando si è di fretta è perché si ha paura di perdere qualcosa o qualcuno; quando si è di fretta è perché in fondo in fondo non ci fidiamo di qualcosa o qualcuno.

 

Il nostro mondo vive la dicotomia perversa di voler difendere e garantire la stabilità e la pace sulla base di una falsa sicurezza supportata da una mentalità di paura e sfiducia, che finisce per avvelenare le relazioni tra i popoli e impedire ogni possibile dialogo.” PAPA FRANCESCO

 

Nagasaki è stata rasa al suolo da una bomba nucleare, una delle armi più potenti e dannose che esistano. La vita di tante persone è stata distrutta da quello che, secondo alcuni, doveva proteggere la vita di altri. L'arma più potente al mondo affretta la resa di una nazione... affretta la vittoria di un popolo su un altro popolo.

 

Papa Bergoglio ci mette seriamente in guardia sulla produzione e l'utilizzo di tali armi, di ogni arma che nuoccia al bene del fratello, e ci suggerisce invece qualcosa di particolare come 'rimedio' per la pace. Per molti sarà una semplice pratica devozionale, ma per chi sceglie di vivere la vita divina, è una vera e propria arma: la preghiera!

 

Possano la preghiera, la ricerca instancabile per la promozione di accordi, l’insistenza sul dialogo essere le “armi” in cui riponiamo la nostra fiducia e anche la fonte di ispirazione degli sforzi per costruire un mondo di giustizia e solidarietà che fornisca reali garanzie per la pace.” PAPA FRANCESCO

 

C'è chi investe soldi, tempo e vite per costruire qualcosa che lo difenda dal nemico, allora che abbiamo dentro ciascuno di noi quanto serve per vivere in pace e costruire un regno di pace: la preghiera del cuore, che si traduce in uno sguardo ad una Croce da cui si intravede il cielo, con le mani alle volte giunte per chieder l'impossibile, certi che queste mani oranti faranno vincere più battaglie di qualsiasi altra arma. Chi prega scopre che la pace viene da dentro, dal proprio cuore; lì si incontra il Principe della Pace. Un mondo senza armi è possibile, se l'unica arma che terremo tra le nostre mani sarà la preghiera; quella vera che ci apre al dialogo col fratello.

 

Omelie della domenica

2020-09-27 XXVI DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO Omelia don Daniele

file audio dell'omelia

+ Dal Vangelo secondo Matteo

In quel tempo, Gesù disse ai capi dei sacerdoti e agli anziani del popolo: «Che ve ne pare? Un uomo aveva due figli. Si rivolse al primo e disse: "Figlio, oggi va' a lavorare nella vigna". Ed egli rispose: "Non ne ho voglia". Ma poi si pentì e vi andò. Si rivolse al secondo e disse lo stesso. Ed egli rispose: "Sì, signore". Ma non vi andò. Chi dei due ha compiuto la volontà del padre?». Risposero: «Il primo».

E Gesù disse loro: «In verità io vi dico: i pubblicani e le prostitute vi passano avanti nel regno di Dio. Giovanni infatti venne a voi sulla via della giustizia, e non gli avete creduto; i pubblicani e le prostitute invece gli hanno creduto. Voi, al contrario, avete visto queste cose, ma poi non vi siete nemmeno pentiti così da credergli».

Parola del Signore