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L'idea di LifeRoads è nata dal grande desiderio di portare un po' di umanità in un mondo sempre in ricerca dell'efficacia, della fretta, del perfezionismo, tanto da esaltare i problemi, dimenticandosi della persona... Ci siamo accorti che in una società pieno di suoni, di parole, tutti parlano e nessuno ascolta. Che fare dunque?

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COSA SI SARANNO DETTI

"COSA SI SARANNO DETTI?"

Tutti noi abbiamo bisogno di essere ascoltati

È iniziato ieri il 32esimo viaggio apostolico di Papa Francesco, che lo porterà in Thailandia e Giappone. Sono terre lontane dall'Occidente, come dirà ai giornalisti in aereo, quando, ringraziandoli per il lavoro di informazione, mostra loro l'importanza di far conoscere a più persone possibili queste culture così distanti geograficamente dall'Europa.

Inizia anche per noi una nuova avventura, il desiderio di condividere gesti e parole del Vicario di Cristo per scorgere ancora una volta il linguaggio di Dio e la Sua tenerezza verso tutti, vicini e lontani, nel nostro 'oggi', in questo momento storico così faticoso.

Ogni viaggio di Papa Francesco incomincia e termina con un appuntamento importante: la preghiera nella Cappella dedicata alla Madonna, Salus Populi Romani, in Santa Maria Maggiore.

Eravamo lì, ieri, quasi per caso, non conoscendo gli orari del Papa, ma sapendo che una tappa l'avrebbe comunque fatta. C'erano diversi turisti, alcuni pellegrini in preghiera ed altri appassionati d'arte che fotografavano i capolavori che la storia ci ha lasciati come espressione del divino.

Manca qualche minuto alle 11. Una voce fa sgombrare la cappellina dove si trova l'icona della Vergine Maria. Arriva una guardia e gentilmente ci fa accomodare fuori. I turisti e i pellegrini non capiscono. Hanno un volto sorpreso. Ci mettiamo tutti fuori, nella navata centrale, dietro a dei banchi improvvisati a transenne. E aspettiamo.

Pochi capiscono cosa sta per succedere. Non vola una mosca. C'è un gran clima di attesa, come se il sentire comune facesse presagire l'arrivo di qualcuno di importante.

Ore 10'59 del mattino. Da una porta in fondo alla chiesa spunta un uomo vestito di bianco, che col suo passo ci fa capire che ha un appuntamento importante. È Papa Francesco.

Sfila silenzioso davanti alle poche persone commosse, con in mano un bouquet di fiori. Passa anche di fronte a noi. Si sta dirigendo davanti alla Vergine Maria. Cade un silenzio in tutta la chiesa. Sua Santità è in preghiera...

È iniziato ufficialmente il suo viaggio.

In una società intrisa di effetti speciali, di sensazioni forti, invasa da tecnologie sempre più preformanti, ecco che un uomo vestito di bianco inizia in un modo così sorprendente il suo viaggio in terre lontane.

È ai piedi di un'icona rappresentante la Vergine Maria. Sta in silenzio. I pochi presenti si raccolgono con lui. Dopo aver deposto i fiori sull'altare, quasi ad omaggiare quel posto e quella persona, entra in un dialogo silenzioso. I presenti non capiscono molto di quanto sta succedendo. Siamo così abituati a formule, a gesti univoci, a riempire il silenzio con rumori e parole. Papa Francesco comincia ogni nuova avventura senza dire nulla, davanti ad una Mamma.

Ma cosa si staranno dicendo? Quella quiete è eloquente. Non ci sono parole, formule, preghiere preparate a tavolino. Quel silenzio però lo riconosciamo, è una vestigio del nostro bisogno più profondo: l'ascolto. È un silenzio che ascolta.

Si è inaugurato un nuovo viaggio e Papa Bergoglio ancora una volta ci dona un grande insegnamento: ogni nuova avventura, ogni nostro viaggio nella vita, ogni nostro incontro trova senso quando parte dall'ascolto silenzioso, materno. Papa Francesco si è messo in ascolto di Maria, Madre dell'umanità. Forse nel loro intimo è successo qualcosa di straordinario. C'è tuttavia un forte messaggio dietro questo gesto: l'umanità non si incontra da soli, come degli orfani, ma con la consapevolezza che siamo figli -credenti e non- di una Madre che ascolta.

E il silenzio davanti ad una Madre prepara ogni nostro cambiamento, ogni nostro nuovo inizio, ogni nostro futuro incontro. Cosa si saranno detti? Tutto; perché ad una mamma non si nasconde nulla. E, come ogni mamma, saprà disporre i cuori dei suoi figli perché la pace possa tornare a regnare.

Ma prima di una mamma c'è però una donna, che per natura è accoglienza, tenerezza. E il volto di Maria, donna per antonomasia, riverbera nel volto accogliente di un'altra donna che ben conosce Papa Francesco e lo ha accolto al suo arrivo in Thailandia: sua cugina suor Ana Rosa Sivori, delle Figlie di Maria Ausiliatrice. Una donna, una madre... il bisogno di essere accolti e ascoltati... Una risposta al male dell'umanità?

Omelie della domenica

2020-09-27 XXVI DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO Omelia don Daniele

file audio dell'omelia

+ Dal Vangelo secondo Matteo

In quel tempo, Gesù disse ai capi dei sacerdoti e agli anziani del popolo: «Che ve ne pare? Un uomo aveva due figli. Si rivolse al primo e disse: "Figlio, oggi va' a lavorare nella vigna". Ed egli rispose: "Non ne ho voglia". Ma poi si pentì e vi andò. Si rivolse al secondo e disse lo stesso. Ed egli rispose: "Sì, signore". Ma non vi andò. Chi dei due ha compiuto la volontà del padre?». Risposero: «Il primo».

E Gesù disse loro: «In verità io vi dico: i pubblicani e le prostitute vi passano avanti nel regno di Dio. Giovanni infatti venne a voi sulla via della giustizia, e non gli avete creduto; i pubblicani e le prostitute invece gli hanno creduto. Voi, al contrario, avete visto queste cose, ma poi non vi siete nemmeno pentiti così da credergli».

Parola del Signore