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Credo e vivo Io, figlio e tu, genitore Posso sognare

STAVOLTA LA STORIA SIAMO NOI!

Pesanti tende gialle oscurano i vetri della sala, sorta di sipario che per un po’ lascerà sole e rumori fuori dalla porta. Luci soffuse, sedie disposte in circolo, videoproiettore: nell’aula Giovanni Paolo II della Parrocchia di Sant’Ugo tutto è pronto per accogliere i ragazzi del Liceo Scientifico “Nomentano” che si apprestano a partecipare al workshop Quando la tua vita si fa storia”*, inserito all’interno del progetto Alternanza Scuola Lavoro.

Alle 9.30 le tende si scostano: i ragazzi si affacciano, la luce invade la stanza. Un caffè,  una breve presentazione e si inizia! È un video a rompere il ghiaccio, un video che inizia con le pagine di un libro che scorrono e termina con un furgone – in partenza, in arrivo o semplicemente in viaggio?

In mezzo, volti e sorrisi, mani e lacrime, di bambini, uomini, donne; storie, tante storie, unite da un unico filo rosso: la vita.

Ogni vita è una storia, tutte le vite sono intrecciate, legate tra loro da fili colorati. Siamo vita, siamo un nome, abbiamo radici nei nostri ricordi, vicini e lontani. Un gomitolo di lana inizia ad essere lanciato da una parte all’altra della stanza: ognuno ne tiene tra le mani un’estremità, mentre i fili continuano a incrociarsi, toccarsi, annodarsi, raggiungendo pian piano ognuno dei ragazzi, ognuno di noi. Voci che tremano, occhi che brillano, smorfie mal celate dietro alle mascherine; nomi belli e ricordi – sereni, dolorosi, divertenti – riempiono l’aria. Ogni mano che muove un filo fa muovere anche tutti gli altri; se nessuno si muove, tutto resta fermo; ogni corda che vibra fa tremare le altre.

Un fratello che non ha più il tempo per giocare a scacchi, il battito del cuore di una mamma, una vacanza felice e spensierata: cosa succede quando la tua nostalgia diventa mia, quando riesco a sentire il cuore di una persona che non ho mai incontrato, quando ti vedo sorridente in riva al mare? Succede che la tua storia incontra la mia, il mio cuore risponde al tuo: succede la vita!

Capita, però, a volte, che il racconto della vita venga minacciato da ciò che vita non è: menzogna, finzione, odio, banalità.  È un giornalista esperto a mettere tutti in guardia: servono occhi e orecchi attenti e pronti a intercettare tutto ciò che minaccia di rompere i cordoni ombelicali che ci uniscono agli altri e di avvelenare ciò che ci dà nutrimento e ossigeno. Coraggio, speranza e amore sono gli alleati,  gli scudi su cui poter contare,  grazie ai quali il bello che abita in ognuno di noi sarà preservato e potrà sbocciare e contagiare con il suo profumo.

Non abbiamo bisogno di paura e angoscia, ma di storie capaci di far sussultare i sogni che ci abitano.

Ogni storia è l’insieme di tanti momenti, esperienze, relazioni.  Ogni storia porta addosso i segni di cose viste, ascoltate, lette. Nel nostro mosaico, tasselli di canzoni, libri, film, senza i quali non avremmo la stessa forma e lo stesso colore. C’è, oggi, chi ci racconta la sua storia di dolore e di consolazione, e lo fa attraverso la musica: ogni vita ha il suo linguaggio.

Sulle note del pianoforte, gli occhi di tutti si chiudono, i pensieri volano. La storia di un ragazzo sperduto che trova qualcuno ad aspettarlo, il conforto di un abbraccio che avvolge quando tutto attorno ci sono solo rovine: non li vediamo, ma i fili del gomitolo tornano a sfiorarsi.

“C’è una musica, un film, un libro che fa parte della tua storia?”, la domanda quando il piano finisce di suonare. Dolore, gioia, serenità hanno attraversato le vite di tutti; come comete che attraversano il cielo, hanno lasciato con il loro fuoco strie di luce, che in alcuni casi ancora bruciano  forte. Lì, nel punto di impatto tra il nostro cielo e le stelle, è rimasta la polvere di canzoni, poesie, spezzoni di film e fiabe.

C’è chi piange, chi fissa il vuoto, chi allunga la mano per toccarne un’altra: anche oggi, in pieno giorno, ci sono stelle che stanno lasciando il segno.

Sono passate quattro ore e giunge il momento di mettersi in ascolto – con attenzione, in silenzio. È solamente ascoltando davvero la storia dell’altro che possiamo ascoltare anche la nostra. E allora, in coppie, si parte per un altro piccolo viaggio: alcuni si raccontano,  altri ascoltano. Piccole e grandi gesta eroiche quotidiane, storie di coraggio, amore e speranza  consegnate nelle mani di un altro, che le accoglie e le lascia risuonare dentro di sé.  Non è forse anche tra i fili della storia degli altri che ritroviamo il filo che la unisce alla nostra? Non è anche attraverso la voce dell’altro che la nostra storia inizia a parlare?

Non si smetterebbe mai, di parlare e ascoltare, ma l’avventura arriva al termine (o all’inizio?).

È tempo di scrivere, di raccontare in una lettera tutto ciò che a parole non si riesce a dire, di donare a qualcuno il ricordo di tutte quelle volte in cui coraggio, amore, speranza sono venuti meno, di gettare nuova luce sui vecchi passi…

Ogni storia è importante, ogni vita è una storia. Ogni momento,  anche il più doloroso e incomprensibile, ogni macchia, graffio, cicatrice racchiudono bellezza e dignità,  e meritano di essere guardati, ascoltati e raccontati.

I ragazzi salutano e se ne vanno.  Le tende si riaprono, la luce entra di nuovo. O sta uscendo?

Buon viaggio, ragazzi!

*I Workshops sono organizzati e proposti dalla Parrocchia di Sant’Ugo per giovani e adulti che desiderano scoprire sempre più la bellezza dell’Arte dell’Ascolto