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PAPA FRANCESCO: “CHI NON ADORA DIO, ADORA IL DIAVOLO!”

L’Epifania tutte le feste porta via… Così dicono i detti popolari. E invece… Con l’Epifania sembra che tutto inizi. L’anno civile inizia il suo tram tram nel giorno che segue questa festa: le ferie finite riportano tanti al loro posto di lavoro; le scuole, almeno per alcuni, riaprono; i lockdown si alleggeriscono, mantenendo tuttavia la soglia di prudenza giustamente molto alta. Quindi, sembra proprio che ci sia un nuovo inizio con questa Solennità.

Ce lo ridice anche Papa Francesco, imperterrito condottiero di questa nave che è l’umanità in questo momento di tempesta. E lo fa senza indugio, evidenziando uno dei bisogni più fondamentali dell’uomo: quello di adorare. Il racconto dei Magi ci aiuterà ad entrare in questo mistero…

Pronti, partenza, via! Iniziamo quest’avventura e “ci mettiamo alla scuola dei Magi, per trarne alcuni insegnamenti utili: come loro, vogliamo prostrarci e adorare il Signore. Adorarlo sul serio, non come ha detto Erode: “Fatemi sapere dov’è il posto e io andrò ad adorarlo”. No, questa adorazione non va. Sul serio!”.

PAPA FRANCESCO, Omelia Epifania, 06 gennaio 2021

Ma siamo sicuri di sentire il bisogno – così strano a quanto pare – di adorare?! Onestamente, quando ci si alza per andare al lavoro o a scuola, quando ci si imbatte nel traffico di una metropoli, oppure quando si sta al telefono con un amico; o invece quando si sta sul divano spaparanzati a guardarsi un film, dove sta ‘sto bisogno di adorare? Santo Padre, come si manifesta questo bisogno, concretamente, nelle nostre vite?

Sappi che “non è spontaneo in noi l’atteggiamento di adorare Dio. L’essere umano ha bisogno, sì, di adorare, ma rischia di sbagliare obiettivo; infatti, se non adora Dio, adorerà degli idoli”.


PAPA FRANCESCO, Omelia Epifania, 06 gennaio 2021

Effettivamente non è spontanea nemmeno la consapevolezza che dobbiamo adorare per vivere bene… Quali sono i gesti, Santità, che ci dicono che stiamo comunque adorando?

Alzare gli occhi, mettersi in viaggio e vedere. Queste tre espressioni ci aiuteranno a capire cosa significa essere adoratori del Signore.”


PAPA FRANCESCO, Omelia Epifania, 06 gennaio 2021

In che senso?

“Alzare gli occhi […] è un invito a mettere da parte stanchezza e lamentele, a uscire dalle strettoie di una visione angusta, a liberarsi dalla dittatura del proprio io, sempre incline a ripiegarsi su sé stesso e sulle proprie preoccupazioni […] non lasciarsi cioè imprigionare dai fantasmi interiori che spengono la speranza, e non fare dei problemi e delle difficoltà il centro della propria esistenza.”


PAPA FRANCESCO, Omelia Epifania, 06 gennaio 2021

Certo, quando soffriamo o comunque avvertiamo un po’ di malessere, la nostra attenzione si rivolge a noi stessi, ai problemi, alle preoccupazioni. Non neghiamolo: essi diventano ‘l’altare’ delle nostre offerte quotidiane; una sorte di dio…

È vero, e “quando alziamo gli occhi a Dio, i problemi della vita non scompaiono, no, ma sentiamo che il Signore ci dà la forza necessaria per affrontarli”.


PAPA FRANCESCO, Omelia Epifania, 06 gennaio 2021

Ma non è tutto a quanto pare…

Sì, poi bisogna “mettersi in viaggio. […] Il viaggio implica sempre una trasformazione, un cambiamento. Dopo un viaggio non si è più come prima. C’è sempre qualcosa di nuovo in chi ha compiuto un cammino: le sue conoscenze si sono ampliate, ha visto persone e cose nuove, ha sperimentato il rafforzarsi della volontà nel far fronte alle difficoltà e ai rischi del tragitto. Non si giunge ad adorare il Signore senza passare prima attraverso la maturazione interiore che ci dà il metterci in viaggio”.


PAPA FRANCESCO, Omelia Epifania, 06 gennaio 2021

Il viaggio interiore è uno dei meno richiesti. Si vorrebbe andare ovunque molte volte, soprattutto in paradisi artificiali, ma non entrare in quel mondo così complesso ma la contempo bello della propria anima. C’è una terra che fatichiamo ad attraversare con il nostro cuore e la nostra mente, e questa terra è molte volte proprio la nostra storia.

Sai, “col passare del tempo, le prove e le fatiche della vita – vissute nella fede – contribuiscono a purificare il cuore, a renderlo più umile e quindi più disponibile ad aprirsi a Dio. Anche i peccati, anche la coscienza di essere peccatori, di trovare cose tanto brutte. “Ma io ho fatto questo…ho fatto…”: se tu lo prendi con fede e con pentimento, con contrizione, ti aiuterà a crescere. Tutto, tutto aiuta, dice Paolo alla crescita spirituale, all’incontro con Gesù, anche i peccati, anche i peccati”.


PAPA FRANCESCO, Omelia Epifania, 06 gennaio 2021

Che bello sapere che anche la parte più ‘fangosa’ della nostra vita è – e lo può essere ancora di più – quello scalino che ci permette di salire sempre più verso la felicità.

Aspetta! C’è ancora una cosa molto importante. “Per adorare il Signore bisogna vedere oltre il velo del visibile, che spesso si rivela ingannevole. Il Signore è nell’umiltà, il Signore è come quel bambino umile, rifugge dall’ostentazione, che è proprio il prodotto della mondanità. Questo modo di vedere che trascende il visibile, fa sì che noi adoriamo il Signore spesso nascosto in situazioni semplici, in persone umili e marginali. Si tratta dunque di uno sguardo che, non lasciandosi abbagliare dai fuochi artificiali dell’esibizionismo, cerca in ogni occasione ciò che non passa, cerca il Signore.”


PAPA FRANCESCO, Omelia Epifania, 06 gennaio 2021

Vedere oltre… Consola sapere che possiamo trovare Dio nascosto nelle situazioni più semplici e umili; davvero!

Alzare lo sguardo, ovvero spostarlo dall’io sofferente al Dio offerente; mettersi in viaggio, che per noi è accogliere tutto di noi, anche gli errori, le fatiche, i fallimenti, tutto quello che ci succede o facciamo succedere con la certezza che il semplice fatto di accoglierlo è ridare unità a pezzi di vita frammentati che non attendevano altro che essere messi insieme da un cuore che vede oltre. E poi vedere oltre le nostre povere categorie, le nostre mere analisi psicologiche o sociologiche, certi che in tutto e soprattutto in tutti c’è una scintilla che non vede l’ora di trasformarsi in stella grazie al nostro sguardo. Lo sguardo è infatti capace di accendere le stelle nel cuore del nostro prossimo e guidarci così al vero Dio.

Sì, e “per usare una parola di uno scrittore francese: Chi non adora Dio, adora il diavolo (Léon Bloy) –, e invece che credente diventerà idolatra”.


PAPA FRANCESCO, Omelia Epifania, 06 gennaio 2021

Tutti fissiamo lo sguardo su qualcosa o qualcuno, tutti camminiamo, tutti vediamo… Questi sono i gesti che manifestano in noi il nostro bisogno di adorare. A noi di non sbagliare Dio; ne va della nostra felicità!

Grazie, Papa Francesco!