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Credo e vivo Un Papa o un papà?

PAPA FRANCESCO: “VIVERE L’OGGI CARICO DI SPERANZA!”

Mai come in questi giorni il presente è diventato per tanti di noi un’ossessione: dati di contagi in netto aumento, terapie intensive quasi al collasso, chiusure di attività lavorative, coprifuochi… Viviamo un presente a dir poco affannoso. E non sappiamo cosa ci aspetterà.

Papa Francesco ci aiuta, anche questa settimana, a leggere i segni dei tempi, a vedere oltre la coltre del solo disagio, a scorgere che dentro a quanto viviamo c’è, nonostante tutto, una promessa di felicità. E lo fa a partire da un racconto…

“Gesù narra la parabola delle dieci vergini invitate a una festa nuziale, simbolo del Regno dei cieli.”

PAPA FRANCESCO, Angelus, 08 novembre 2020

Raccontare una storia è un altro modo di fare informazione a quanto pare. Siamo abituati alla cronaca; forse non conosciamo che questo stile d’informazione. E di per sé non sembra così male. Tuttavia… Il racconto, la storia di vita ha un qualcosa in più e il Santo Padre, in ogni suo discorso o gesto, si rifà a questo tipo di informazione, certo che è più potente ed il solo a cambiare il modo di vedere la vita.

“È chiaro che con questa parabola, Gesù ci vuole dire che dobbiamo essere preparati all’incontro con Lui. Non solo all’incontro finale, ma anche ai piccoli e grandi incontri di ogni giorno in vista di quell’incontro!”


PAPA FRANCESCO, Angelus, 08 novembre 2020

Papa Francesco – ci verrebbe da chiedergli – perché raccontare una storia che parla di nozze e di incontri, allorché stiamo vivendo un tempo dove ogni tipo di avvicinamento o assembramento è permesso?

“Noi sappiamo che capita, purtroppo, di dimenticare la meta della nostra vita, cioè l’appuntamento definitivo con Dio, smarrendo così il senso dell’attesa e assolutizzando il presente. Quando uno assolutizza il presente, guarda soltanto il presente, perde il senso dell’attesa, che è tanto bello, e tanto necessario, e anche ci butta fuori dalle contraddizioni del momento.”


PAPA FRANCESCO, Angelus, 08 novembre 2020

Ci sta forse dicendo che focalizzarsi solo sul presente e su un presente faticoso come in questo periodo rischia di farci perdere il senso della vita?

Sai, “questo atteggiamento – quando si perde il senso dell’attesa – preclude ogni prospettiva sull’al di là: si fa tutto come se non si dovesse mai partire per l’altra vita. E allora ci si preoccupa soltanto di possedere, di emergere, di sistemarsi… E sempre di più!”.


PAPA FRANCESCO, Angelus, 08 novembre 2020

In effetti ciò che sta mettendo a dura prova la pandemia è proprio tutto quello che credevamo possedere in maniera certa: la salute, il lavoro, gli affetti, i luoghi di distensione, gli incontri con gli amici… Chi poteva pensare che quanto ci sembrava sicuro, d’un tratto venisse rimesso in discussione se non tolto?

È vero, e “se ci lasciamo guidare da ciò che ci appare più attraente, da quello che mi piace, dalla ricerca dei nostri interessi, la nostra vita diventa sterile; non accumuliamo alcuna riserva di olio per la nostra lampada, ed essa si spegnerà prima dell’incontro con il Signore”.


PAPA FRANCESCO, Angelus, 08 novembre 2020

Ma come fare, Santo Padre?

“Dobbiamo vivere l’oggi, ma l’oggi che va verso il domani, verso quell’incontro, l’oggi carico di speranza.”


PAPA FRANCESCO, Angelus, 08 novembre 2020

Ecco l’ingrediente che, forse per la sua semplicità, dimentichiamo di aggiungere all’impasto della nostra vita ordinaria: la promessa di una vita felice, perché eterna! Sì, credo che tutti noi possiamo confessare di vivere tanto e troppo concentrati su un presente da gestire, omettendo che in quel presente c’è già la promessa di un futuro. È come concentrarsi su un piccolo chicco di grano con la convinzione che il nostro pensiero faccia scaturire la vita da quel piccolo esserino, allorché la vita è già in lui. Sì, il chicco di grano ha già la promessa della vita in lui, ha già la promessa di diventare spiga, di farsi poi pane… Non dipende da noi. Non dipende dal nostro pensiero.

“Il Signore potrà venire anche mentre dormiamo: questo non ci preoccuperà, perché abbiamo la riserva di olio accumulata con le opere buone di ogni giorno, accumulata con quell’attesa del Signore, che Lui venga il più presto possibile e che venga a portarmi con Lui.”


PAPA FRANCESCO, Angelus, 08 novembre 2020

Non facciamoci rubare la promessa dal nostro presente. È Dio che l’ha messa in ogni istante della nostra vita, in ogni gesto, sguardo, dolore, fallimento, crisi e addirittura morte. Con Dio, il nostro presente è abitato da una promessa fantastica: quella di una vita in pienezza. Non lasciamocela rubare!

Grazie, Papa Francesco!