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Credo e vivo Posso sognare

“C’È SEMPRE UNA SPERANZA”

Il virus che provoca morti, preoccupazioni in Italia, in Europa, nel mondo. Problemi economici. Si chiama pandemia. Si studia sui libri di storia. Ma viverla adesso, sulla propria pelle, è un’altra cosa. E poi il terrorismo islamico. Le notizie che arrivano da quel salotto d’Europa che è la capitale austriaca. Vienna.

Morti, violenza che entra nelle nostre case senza chiedere il permesso a nessuno…

Il male, la negatività. Smarrimento; alla ricerca di punti di riferimento. Mezzi d’informazione che dividono. Esperti che urlano.

Poi, per quegli strani incastri, situazioni, un conoscente mi parla di una anziana signora: Edith Bruck.

Origine ungherese, naturalizzata italiana. Scrittrice. Sopravvissuta all’olocausto dei nazisti in un campo di concentramento. È come se qualcuno ti prendesse  per mano in una brutta giornata e ti portasse a vedere  un video sul computer.

Un racconto. Il racconto di Edith tanti anni dopo, ma è come se fosse oggi. Per dare corpo, forma, forza a una semplice parola ricca di umanità. Speranza.

Guarda il video di Edith Bruck in cui racconta di Auschwitz: