Categorie
Credo e vivo Tu ed io? Un Papa o un papà?

PAPA FRANCESCO: LA SANTITÀ È QUEL ‘NONOSTANTE TUTTO’ VISSUTO IN DUE…

Le pressioni che il contagio da Covid sta insinuando nelle nostre relazioni sono oramai al limite della sopportazione. La precarietà dell’informazione, o l’aggressività politica in alcuni casi, il malessere in altri, stanno portando le persone ad aggredirsi ‘ingiustamente’.

L’aggressione è uno dei sintomi di una società stanca, senza orizzonte. Lo afferma lo stesso Papa Francesco all’Angelus di Domenica, nella Solennità dei Santi.

Non trovate sorprendente che si parli di situazioni al limite – povertà, pianto, calunnia, ingiustizia… –  nel giorno in cui la Chiesa festeggia la santità?!

Santo Padre, – ci verrebbe da chiedergli – perché parlare di santità quando il mondo – per quanto stiamo vedendo in questi giorni – sembra che stia andando a rotoli?

Impara prima di tutto a vedere “i Santi e i Beati […] – come – i testimoni più autorevoli della speranza cristiana, perché l’hanno vissuta in pienezza nella loro esistenza, tra gioie e sofferenze, attuando le Beatitudini che Gesù ha predicato!”.

PAPA FRANCESCO, Angelus, 01 novembre 2020

Papa Francesco, ci sta dicendo che la speranza è la chiave per un mondo felice, i cui testimoni sono i santi? Non vorrei deluderla, ma sappia che in giro si dice che la santità è ‘na roba poco interessante?!

Facciamo un passo indietro. Ti farò una domanda: vuoi dirmi che non hai mai pianto? “Motivi di pianto e di sofferenza sono la morte, la malattia, le avversità morali, il peccato e gli errori: semplicemente la vita di ogni giorno, fragile, debole e segnata da difficoltà. Una vita a volte ferita e provata da ingratitudini e incomprensioni.”


PAPA FRANCESCO, Angelus, 01 novembre 2020

Sì, Santo Padre, molte volte ci succede di piangere o comunque essere tristi. Ma non capiamo cosa centri la santità in tutto ciò?

“Gesù proclama beati coloro che piangono per queste realtà e, nonostante tutto, confidano nel Signore e si pongono sotto la sua ombra. Non sono indifferenti, e nemmeno induriscono il cuore nel dolore, ma sperano con pazienza nella consolazione di Dio. E questa consolazione la sperimentano già in questa vita.”


PAPA FRANCESCO, Angelus, 01 novembre 2020

Ci verrebbe da chiederle un esempio, e sicuramente ci racconterebbe una storia di un santo… Il racconto, le storie… Forse è vero: quante soglie di ‘nonostante tutto’ non abbiamo voluto varcare perché ci sentivamo soli?! Dio lo sa! Ma ci sono invece alcune persone che ce l’hanno fatta. E non come lo proclama e promuove il mondo, ovvero da soli, ma con qualcUno.

Ebbene sì, osserva e vedrai che anche “in questo momento della vita anche mondiale, dove c’è tanta aggressività…; e anche nella vita di ogni giorno, la prima cosa che esce da noi è l’aggressione, la difesa… Abbiamo bisogno di mitezza per andare avanti nel cammino della santità. Ascoltare, rispettare, non aggredire: mitezza!”.


PAPA FRANCESCO, Angelus, 01 novembre 2020

Santi, beati… Nel linguaggio comune corrispondono a realtà inaccessibili a noi comuni mortali. Ma forse non è così! Ci sono persone che hanno saputo accogliere quell’ingrediente che gli ha permesso di fare il passo, di varcare quella soglia del ‘nonostante tutto’ ed essere felici, nonostante tutto: Dio, lì dove c’era quel tutto che aveva fatto perdere la speranza!

Le storie dei santi allora, potremmo dire che non iniziano mai con “c’era una volta…” ma con “nonostante tutto…”. E terminano non con il “vissero felici e contenti”, ma con “vissero felici, nonostante tutto, perché in quel tutto hanno trovato Dio!”.

Grazie, Papa Francesco!

Per approfondire: http://www.vatican.va/content/francesco/it/angelus/2020/documents/papa-francesco_angelus_20201101.html