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Credo e vivo Tu ed io? Un Papa o un papà?

L’ANNUNCIO DI PAPA FRANCESCO: “LA GIOIA VINCE LA PAURA!”

I media in questi giorni parlano, quasi in modo ossessivo, di paura, timore, scontri, violenze verbali e fisiche. È impressionante come il male, oggigiorno, sia riuscito ad essere – quasi – il solo protagonista dei nostri racconti. E la pandemia, forse, non ha fatto altro che mettere in luce questa dinamica.

Puntuale come sempre, anche stamane Papa Francesco ci parla di vita, di speranza, di gioia; nonostante tutto. Il buon pensante razionale potrebbe ridurre queste parole tuttavia ad una sorta di addolcimento del dolore, che in fondo in fondo non cambia la realtà.

In parte ha ragione: queste parole forse non cambiano la realtà; la pandemia continua a mietere vittime. Ma possono dare vita ad un cambiamento del cuore… l’unico organo senza il quale non c’è né vita organica, né vita affettiva e tantomeno vita spirituale.

Santo Padre, come poter cambiare il nostro cuore, per una vita davvero felice?

Innanzitutto ricorda che “Gesù non è un Dio lontano, e non può esserlo. […] Inaugurando la sua missione, Gesù si mette a capofila di un popolo di penitenti, come incaricandosi di aprire una breccia attraverso la quale tutti quanti noi, dopo di Lui, dobbiamo avere il coraggio di passare”.

PAPA FRANCESCO, Udienza Generale, 28 ottobre 2020

Di quale breccia sta parlando, Santo Padre? I manuali più letti oggigiorno parlano e raccontano solo o molto di quello che è tangibile, misurabile, scientifico. Non si parla di ‘penitenti’, non si accenna in nessun modo a peccati o conversioni. Ci risulta difficile, Papa Francesco, poter entrare in questa breccia di cui parla quando poi viviamo nella quotidianità di tutti i giorni?!

È vero, “la strada, il cammino, è difficile; ma Lui va, aprendo il cammino. […] Gesù prega con noi. Mettiamo questo nella testa e nel cuore: Gesù prega con noi”.


PAPA FRANCESCO, Udienza Generale, 28 ottobre 2020

Forse che per conoscerci veramente dobbiamo rispecchiarci in chi ha vissuto di già il cammino verso la felicità? Non ci avevamo pensato… La vita ha un ingrediente importante, senza il quale non può germogliare: la storia. Sì, il divenire, i volti di chi ha vinto, di coloro che hanno alle volte perso, e di un Uomo che è entrato nella storia dell’umanità tutta intera, discretamente, ma realizzando una della più grandi rivoluzioni, ci possono aiutare in questo cammino di consapevolezza.

E come tutte le storie, iniziano in un giorno ben preciso…

Sì, “in quel giorno, sulle sponde del fiume Giordano, c’è […] tutta l’umanità, con i suoi aneliti inespressi di preghiera […] – Sono molti – quelli che pensavano di non poter essere amati da Dio, […]quelli che non pregavano perché non se ne sentivano degni. Gesù è venuto per tutti, anche per loro, e comincia proprio unendosi a loro, capofila”.


PAPA FRANCESCO, Udienza Generale, 28 ottobre 2020

C’era una volta… Ebbene sì, forse è vero che non si prende coscienza di aver sbagliato bersaglio nella vita senza che qualcUno, con la sua di vita e in modo simbolico, ci mostri che non si può udire la voce di Dio  – quella che ti ridona la tua vera identità –  senza prima aver fatto un tuffo sottacqua, in quell’acqua sporca di errori e colpe, e fare l’esperienza di un bimbo che non sa nuotare ma che il Padre prende per le braccia e lo fa uscire da sottacqua indenne. E solo allora farà esperienza di quanto sia bello respirare da figli. Solo allora…

“Se noi abbiamo fiducia, udremo allora una voce dal cielo, più forte di quella che sale dai bassifondi di noi stessi, e sentiremo questa voce bisbigliare parole di tenerezza: «Tu sei l’amato di Dio, tu sei figlio, tu sei la gioia del Padre dei cieli».”


PAPA FRANCESCO, Udienza Generale, 28 ottobre 2020

Grazie, Papa Francesco!

Per approfondire:http://www.vatican.va/content/francesco/it/audiences/2020/documents/papa-francesco_20201028_udienza-generale.html