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Credo e vivo Posso sognare Tu ed io?

L’ULTIMA LETTERA A CARLO ACUTIS

Ciao Carlo!

Sono venuto a trovarti ad Assisi in questi giorni così belli ed importanti per te! Il Cielo e pure la terra gioiscono nel sapere che Dio ha vinto nella tua vita; nonostante tutto.

Sai, venendo qui riflettevo su come tanti, in questi giorni, ti stanno presentando. Sarei curioso di sapere cosa ne pensi?! Dicono che sei il santo dello straordinario, il giovane che visse sempre e solo in Dio, un ragazzo che ha speso il suo tempo nel web solo per Dio…

Certo, detta tra me e te, sembri poco ‘dei nostri’ se veramente hai sempre vissuto sulla cresta della vita…

Sono qui perché ho sete di normalità, e credo che tu possa raccontarmi tanto di questo. È vero, ora dal Cielo non è che tu ti possa affacciare e iniziare un dialogo con me. D’altronde sei beato non tanto per quello che hai detto, ma per quello che non hai detto e invece fatto. Sì, Carlo, ammiro il tuo fare silenzioso ma fecondo.

Non ti voglio turbare, ma i media, in qualche modo, presentandoti come un  ragazzo eccezionale – sicuramente in buona fede – ti stanno allontanando dai veri giovani di oggi. Carlo, oggi tanti giovani vivono precarietà, povertà educativa; amano trasgredire, hanno un’affettività confusa, usano il web non di certo per diffondere mostre eucaristiche bensì per elemosinare un po’ di ‘like’ o cercare un piacere effimero.

E mi sono detto: “Devo andare ad incontrare Carlo! Sono certo che avrà qualcosa da dirmi!”.

E così è stato. Sono entrato in quella chiesa così importante per la storia francescana e ti ho visto lì, steso in quella tomba così bella, quasi dormissi serenamente. Il tuo silenzio mi ha colpito molto. Ma la cosa che mi ha frastornato è stato vedere le centinaia di persone che sfilavano, in silenzio, davanti a te in segno di devozione.

Il tuo silenzio mi ha colpito… Nel tuo corpo non c’è traccia di stimmate o altre robe strane che hanno fatto pensare a tanti di noi che la santità fosse appannaggio di alcuni e non una chiamata per tutti.

Ciò che ti ha reso straordinario è forse questo: la tua presenza silenziosa nella vita di quanti hai incontrato, permettendo così l’incontro di molti con il Dio che tu desideravi amare.

Pochi parlano dei tuoi difetti, dei tuoi limiti, delle tue fatiche. Il mondo del sensazionale non è interessato a tutto ciò. Ma sappiamo che un giovane fatica; eccome se fatica. Quante tentazioni, quanti smarrimenti, quanti ‘perché’ avranno risuonato nel tuo cuore.

Ma il tuo silenzio… Sì, Carlo, non hai fatto chiasso. Non hai mendicato ‘like’, non hai elemosinato amicizie virtuali, non hai ambito a posti od ospitate in tv. Dio ha vinto in te ogni mondanità! Il tuo silenzio da vivo qui sulla terra è tremendamente presente oggi in questa chiesa. Carlo, diciamolo ai giovani: è stato il tuo silenzio, la tua presenza silenziosa a far entrare Dio, il Santo, nella tua vita e a trasformarla, senza che nemmeno tu te ne accorgessi, in un’avventura meravigliosa.

Aiutaci, Carlo, a ‘scrostarti’ di dosso questa santità medievale, che dice poco di quello che sei stato e che ancora sei, perché la tua testimonianza di vita possa parlare a molti giovani in cerca di felicità.

Non eri un ragazzo perfetto, credo; eri e sei però un giovane che ha saputo tacere dinanzi alla vita, forte di quella certezza che la Vita stessa avesse molte cose da dire.

Hai saputo fare silenzio dinanzi ai senzatetto che incontravi, coi ragazzi che catechizzavi, davanti al verdetto di una malattia terminale… Sei rimasto in silenzio. Quel silenzio che sa, anche se non lo capisce, che nel cuore ha un Dio che non conosce la parola ‘fine’.

Mi ridici, ora che sono davanti alla tua tomba, che la vita è bella quando viene ascoltata…

Forse che l’inizio della santità per tutti noi è proprio questo: restare in silenzio dinanzi ad una Vita che continua a parlarci di felicità anche quando la sofferenza sembra dirci il contrario.

Che bello sognare giovani santi perché hanno saputo fare silenzio, certi che Dio ha una Parola molto più viva ed efficace da sussurrare al cuore di ciascuno…

Grazie, Carlo!