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Credo e vivo Un Papa o un papà?

PAPA FRANCESCO: “DIO PAGA SEMPRE IL MASSIMO!”

Quella che lasciamo alle spalle è un’altra settimana segnata dalla violenza e dall’ingiustizia. Basti pensare al dolore che ancora genera la storia di Willy e all’omicidio di Don Roberto a Como. Due vite spezzate per il semplice fatto di essersi messi in gioco. E non vediamo l’ora che qualcuno ci aiuti a rileggere tali eventi ‘da dentro’ e non solo in modo marginale. Papa Francesco è atteso più che mai, e così le sue parole, in momenti di totale smarrimento.

Anche questa domenica non parte immediatamente da un fatto di attualità per poi rileggerci qualcosa di più profondo e spirituale; no, inizia con una Storia. Racconta quanto ci hanno lasciato i Vangeli come testimonianza dell’agire di Dio nella storia, anche in quella che ci appartiene.

“L’odierna pagina evangelica (cfr Mt 20,1-16) narra la parabola dei lavoratori chiamati a giornata dal padrone della vigna. Attraverso questo racconto, Gesù ci mostra il sorprendente modo di agire di Dio, rappresentato da due atteggiamenti del padrone: la chiamata e la ricompensa.”

PAPA FRANCESCO, Angelus, 20 settembre 2020

Il Santo Padre ci svela un’azione di Dio alquanto dissueta per noi oggi: la chiamata e la ricompensa. È vero, siamo ingombrati da tanti di quei rumori e voci che scorgere la voce di Dio sembra quasi una favola di altri tempi; forse che non ne sentiamo nemmeno il bisogno, diciamocelo. Poi se parliamo di ricompensa, allora l’uomo contemporaneo che si affida molto, se non tutto, alla tecnologia, ai metodi sicuri, all’efficacia, si infastidisce quando sente parlare di un Dio che dona.

Santità – anche questa domenica ci verrebbe da chiedergli – che fare per non chiuderci nei proprio ‘confini’ e così ammalarci?

Innanzitutto “Dio non sta rinchiuso nel suo mondo, ma ‘esce’: Dio sempre è in uscita, cercando noi; non è rinchiuso: Dio esce. Esce continuamente alla ricerca delle persone, perché vuole che nessuno sia escluso dal suo disegno d’amore.”


PAPA FRANCESCO, Angelus, 20 settembre 2020

Uscire. Se il linguaggio ed il nuovo stile di vita post-pandemia ci mettono giustamente in guardia sull’uscire il meno possibile per evitare il contagio, è vero anche che l’uscita più grande da fare tante volte nella nostra vita è quella da noi stessi. Ma come?

“Si tratta di aprirsi ad orizzonti di vita che offrano speranza a quanti stazionano nelle periferie esistenziali e non hanno ancora sperimentato, o hanno smarrito, la forza e la luce dell’incontro con Cristo.”


PAPA FRANCESCO, Angelus, 20 settembre 2020

Ma non basta…

Dio “vuole dare il massimo della ricompensa a tutti, anche a quelli che sono arrivati per ultimi (vv. 8-15). Sempre Dio paga il massimo: non rimane a metà pagamento. Paga tutto.”


PAPA FRANCESCO, Angelus, 20 settembre 2020

Non si può uscire da sé se non si ha sperimentato almeno una volta nella vita il sentirsi amati per primi, toccando con mano che quanto avevamo, a partire dalla vita stessa, fosse un dono che non ci siamo meritati. Non è pensabile un uscita da sé senza aver incontrato, anche nello sguardo di uno sconosciuto, quel Dio che ci cerca in ogni dove, anche tra gli scaffali di un supermercato, anche tra un profilo social e l’altro, pure tra una litigata in famiglia e un momento di gioia. Dio ci cerca ovunque. Solo allora potremmo finalmente uscire da noi stessi, dalle nostre visioni della vita, dal nostro sentirsi al sicuro. Il mondo è arrabbiato, forse, perché gli hanno fatto credere che non esiste il dono, ma che tutto è frutto di fatica, dolore, tecnica. Che bugia madornale!

Grazie, Papa Francesco!

Per l’approfondimento:http://www.vatican.va/content/francesco/it/angelus/2020/documents/papa-francesco_angelus_20200920.html