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Credo e vivo Io, figlio e tu, genitore Posso sognare Tu ed io?

QUEL PERDONO CHE FA SENTIRE LIBERO ANCHE UN CARCERATO

“Sono cresciuto con un padre che mi ha insegnato sin da piccolo a rubare e così, sulle sue stesse orme, anch’io ho iniziato a mettere in atto diversi furti semplicemente perché mi era stato insegnato che quello era il solo modo di guadagnarsi il denaro utile per vivere!”

Questa è la storia di Andrea, un giovane ragazzo che attualmente vive in carcere. La sua storia fa parte di quelle cosa che senti di dover raccontare. Frequento per diversi motivi i carceri ed è frequente sentire storie di detenuti che hanno perso la speranza di vivere, di andare avanti e di guardare al futuro.

E la ragione che si cela dietro tanta disperazione è la difficoltà a perdonare i propri errori commessi.

E mi sono chiesta: Ma questo, perché succede? Come mai faccio così tanta difficoltà a perdonare i miei, i nostri errori (e di conseguenza anche quelli degli altri)?

Ho ascoltato le loro storie di vita, mi sono messa in un atteggiamento di silenzio e la risposta è molto semplice: forse non ci sentiamo amati, non siamo abituati al vero amare, quello incondizionato, gratuito, che viene donato senza chiedere nulla in cambio.

E qui sorge un’altra domanda: Come faccio a sperimentare questo amore? Certo, entrando in relazione vera ed intima con Colui che ci ha creati, Colui che ci ha amarti prima ancora che noi nascessimo e ci ama tutt’oggi così come siamo, con le nostre fragilità, con i nostri limiti,
e che ci ricorda che “Senza di noi Lui non può fare”, “Senza di noi, il Suo progetto non si può realizzare”.

Andrea è un ragazzo di 21 anni che, al contrario dei suoi compagni di cella, non ha perso la speranza, anzi… si è fatto carico delle sue povertà, dei suoi errori commessi, affrontandoli con serenità, guardando al futuro, sapendo di aver sbagliato ma di stare pagando per questo.

Verso i 15 anni questo giovane ragazzo realizza che avrebbe potuto aspirare a molto di meglio di quella vita fatta di furti e rapine. Desiderava, più di ogni altra cosa, crearsi una famiglia e lavorare onestamente. All’età di 16 anni conosce Elisa, si innamora di lei e decide di essere sincero sin da subito: “Ho commesso tanti reati in passato che potrebbero comportare delle conseguenze in futuro, ossia la carcerazione…”.

Elisa, benché stupita, gli rispose: “Apprezzo la tua sincerità, Andrea; scelgo di continuare la storia con te!”.

Dalla relazione nasce una bambina, Maria. Al compimento del suo primo anno di età, arriva la tanto temuta condanna: Andrea viene arrestato e ristretto in Istituto, dove dovrà scontare 4 anni di pena. Il colloquio con Andrea è stato svolto trascorsi due anni dal suo arresto e ad oggi è riuscito a guadagnare uno sconto di pena.

Nei suoi occhi è visibile una particolare luce, un amore verso la vita che si fa fatica a descrivere a parole.

Dopo un’ora di colloquio, riesco finalmente a capire la motivazione di tanta sua gioia, rarissima da vedere in carcere, che mi ha confidato con queste sue stesse parole: “Ho deciso di perdonare mio padre per gli insegnamenti sbagliati che mi ha impartito. Ho scelto di farmi carico della mia storia e procedere piano piano verso la vera felicità!”.

Era successo qualcosa nel cuore di questo giovane uomo che non mi sapevo spiegare e dove la mia ragione non riusciva a comprendere: si era finalmente ritrovato. Grazie ad un suo sogno. Grazie ad un suo desiderio. Un sogno ed un desiderio nato da una ferita causata dal padre.

È lui che mi ha trasmesso quella speranza che dovremmo avere tutti, quella che ci viene dalla consapevolezza che la vita è bella non perché non si hanno problemi, non perché va tutto come vorremmo noi, non perché tutto fila liscio come l’olio, anzi…

La vita è caos, la vita è fatta di tanti avvenimenti, alcuni giustificati e altri no, a noi spetta saper abitare questi eventi con uno sguardo rivolto al perdono; quello vero.

Sì, il perdono fa sentire libero anche un carcerato; il perdono fa arrivare il cuore di un ragazzo al di là delle sbarre. Il perdono. Forse il sogno fiorisce nelle nostre vite quando lasciamo andare il male… perché perdonare è anche accettare di perdere il male e ritrovare il bene; nonostante tutto.

Tania