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Credo e vivo Tu ed io? Un Papa o un papà?

IL PAPA A SANTA MARTA: “LA CULTURA DEL BENESSERE CI FA VIVERE IN BOLLE DI SAPONE!”

Ieri, mercoledì 8 luglio, nella Cappella di Santa Marta, Papa Francesco ha celebrato una Messa in occasione del settimo anniversario del suo viaggio nell’isola di Lampedusa. Fu quello di allora un gesto forte, un evento mondiale perché racchiudeva il dramma che il mondo intero, benché in modi diversi e molte volte nascosto ai media, vive e affronta quotidianamente: l’immigrazione.

Certo, per noi occidentali tante volte associamo al viaggio non tanto il dramma da dove fuggire quanto la mèta dove andare a riposare dopo un tempo di stress e duro lavoro. La cosa di per sé non è negativa; fa parte di una vita sana. Ma c’è chi viaggia per salvarsi. Esiste. La storia ce lo dice ininterrottamente.

Di che viaggio si tratta allora – ci verrebbe da chiedere al Santo Padre – e qual è questa famigerata mèta che in tanti perseguono?

La ricerca del volto di Dio è garanzia del buon esito del nostro viaggio attraverso questo mondo, che è un esodo verso la vera Terra Promessa, la Patria celeste. Il volto di Dio è la nostra meta ed è anche la nostra stella polare, che ci permette di non perdere la via.”

PAPA FRANCESCO, Omelia Santa Marta, 8 GIUGNO 2020

Un buon razionalista, una mente scientifica o molto semplicemente un millenials direbbe: “Grazie, Santità, sto bene così! ‘Ste robe spirituali non mi interessano!”. Sì, nessuno può negare che in fondo in fondo cerchiamo tutti la felicità, questo sì, ma che in pochi identificano la felicità con un volto; e non uno qualsiasi. Perché tuttavia questa ricerca del volto di Dio come fonte di felicità non ci risulta facile?

La cultura del benessere, che ci porta a pensare a noi stessi, ci rende insensibili alle grida degli altri, ci fa vivere in bolle di sapone, che sono belle, ma non sono nulla, sono l’illusione, illusione del futile, del provvisorio, che porta all’indifferenza verso gli altri, anzi porta alla globalizzazione dell’indifferenza.”


PAPA FRANCESCO, Omelia Santa Marta, 8 GIUGNO 2020

Il benessere attira tutti; siamo fatti per stare bene. Ma a quanto pare c’è benessere e benessere. Ce n’è uno di molto particolare che si riconosce solo da quello che realizza nel cuore di chi lo vive: insensibilità, egocentrismo, indifferenza verso gli altri. Anche un certo benessere, detto impropriamente spirituale, può portare a questi atteggiamenti; è uno dei motivi per cui molti si sono allontanati dalla Chiesa: non si sentivano visti… Come fare allora?

Questo incontro personale con Gesù Cristo è possibile anche per noi, che siamo i discepoli del terzo millennio. Protesi alla ricerca del volto del Signore, lo possiamo riconoscere nel volto dei poveri, degli ammalati, degli abbandonati e degli stranieri che Dio pone sul nostro cammino.”


PAPA FRANCESCO, Omelia Santa Marta, 8 GIUGNO 2020

Il bravo ragazzo che è in noi potrebbe scalpitare dinanzi ad una tale affermazione: “Vedere Dio, vabbè, cercarlo nei poveri lo potrei provare a fare, ma negli immigrati no, non fa per me!”. Perché ? “Perché in tv me li fanno vedere coi cellulari in mano e tutt’altro che bisognosi; in paese hanno occupato case; rubano lavoro agli italiani…”. Forse è così, ma c’è il rischio che non ci venga raccontato tutto…

Alcuni mi raccontavano le proprie storie, quanto avevano sofferto per arrivare lì. E c’erano degli interpreti. Uno raccontava cose terribili nella sua lingua, e l’interprete sembrava tradurre bene; ma questo parlava tanto e la traduzione era breve. “Mah – pensai – si vede che questa lingua per esprimersi ha dei giri più lunghi”. Quando sono tornato a casa, il pomeriggio, nella reception, c’era una signora – pace alla sua anima, se n’è andata – che era figlia di etiopi. Capiva la lingua e aveva guardato alla tv l’incontro. E mi ha detto questo: “Senta, quello che il traduttore etiope Le ha detto non è nemmeno la quarta parte delle torture, delle sofferenze, che hanno vissuto loro”. Mi hanno dato la versione “distillata”. Questo succede oggi con la Libia: ci danno una versione ‘distillata’.”


PAPA FRANCESCO, Omelia Santa Marta, 8 GIUGNO 2020

Ci sono letture degli eventi e della vita nostra e altrui che rischiano, alcune volte, di essere ‘distillate’, o edulcorate, o addirittura esacerbate. Il perché, lo lasciamo alla coscienza di ciascuno. A noi di ritornare, forse, ad ascoltare chi incontriamo e chi ci sta accanto senza intermediari, proprio perché la verità di un cuore raggiunga la sete di felicità di un altro cuore. In fin dei conti siamo tutti in viaggio. E più siamo autentici nel raccontarci e più saremo accoglienti nei confronti delle storie di quanti bussano alla nostra vita; straniero e non. Perché nel volto che si racconta possiamo trovare un Dio che desidera entrare nella nostra storia, nel nostro racconto di vita e trasfigurarlo, renderlo bello.

Grazie, Papa Francesco!