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Credo e vivo Posso sognare Tu ed io? Un Papa o un papà?

PAPA FRANCESCO: “ECCO LA PROFEZIA CHE CAMBIA LA STORIA!”

Il 29 giugno la Chiesa di Roma festeggia la Solennità dei Santi Pietro e Paolo. Una festa apparentemente come tante, che a Roma tuttavia è considerata giorno di riposo anche per i lavoratori. È vero, anche se niente oramai tende a stupirci, dal momento che sentiamo tante di quelle parole ogni giorno che siamo affetti da assuefazione, nonostante tutto c’è una persona che si è rivelata un punto di riferimento per tanti in questo tempo di confinamento e prova: Papa Francesco. Quest’uomo vestito di bianco, benché fisicamente claudicante, non ha mai perso la speranza e con le parole e i gesti che le confermavano ha potuto riaccendere in molti il desiderio di ripartire e sognare un mondo più felice.

Nel giorno della sua festa, in quanto Vicario di Cristo, ci ha ancora una volta regalato parole e fatti concreti che possono darci un orizzonte diverso nonostante la nebbia fitta di questi mesi.

Nella festa dei due Apostoli di questa città, vorrei condividere con voi due parole-chiave: unità e profezia.”

PAPA FRANCESCO, Omelia Santi Pietro e Paolo, 29 giugno 2020

Ci sono parole capaci di aprire nuovi cammini, percorsi sicuri.

La prima Lettura […] racconta che la Chiesa, appena nata, attraversava una fase critica: Erode infuriava, la persecuzione era violenta, l’Apostolo Giacomo era stato ucciso. E ora anche Pietro viene arrestato. La comunità sembra decapitata, ciascuno teme per la propria vita. Eppure in questo momento tragico nessuno si dà alla fuga, nessuno pensa a salvarsi la pelle, nessuno abbandona gli altri, ma tutti pregano insieme. Dalla preghiera attingono coraggio, dalla preghiera viene un’unità più forte di qualsiasi minaccia.”


PAPA FRANCESCO, Omelia Santi Pietro e Paolo, 29 giugno 2020

In questo racconto ci sono tematiche che abitano bene o male il nostro quotidiano: fase critica, gente infuriata, persone violente, calunnie… Ci sono momenti della vita in cui ci si mette le mani nei capelli per le tante difficoltà che si incontrano. Il Santo Padre lo sa bene, dal momento che la riforma che sta apportando alla Chiesa non lo sottrae da critiche e calunnie. Ma porta in sé una certezza; la certezza che viene da una vita – quella di Pietro – già vissuta nella fede: insieme possiamo uscire dalla crisi. Questa convinzione non si fonda su teorie psicologiche, benché siano oneste e interessanti; non si fonda neppure sul buon senso di un popolo; non si fonda neanche su tecniche per ottenere la pace interiore. No! La sua certezza si fonda su una storia, su una vita vissuta: quella di Pietro. Nel momento di più grande persecuzione e fragilità, nessuno pensava a criticare Pietro o gli altri, bensì si sono messi tutti a pregare insieme. E la preghiera di tutti, insieme, ha fatto uscire Pietro dalla prigione.

La seconda parola, profezia. […] Oggi abbiamo bisogno di profezia, ma di profezia vera: non di parolai che promettono l’impossibile, ma di testimonianze che il Vangelo è possibile. Non servono manifestazioni miracolose. […] Servono vite che manifestano il miracolo dell’amore di Dio. Non potenza, ma coerenza. Non parole, ma preghiera. Non proclami, ma servizio. Tu vuoi una Chiesa profetica? Incomincia a servire, e stai zitto. Non teoria, ma testimonianza. Non abbiamo bisogno di essere ricchi, ma di amare i poveri; non di guadagnare per noi, ma di spenderci per gli altri; non del consenso del mondo, quello stare bene con tutti – da noi si dice: “stare bene con Dio e con il diavolo”, stare bene con tutti –; no, questo non è profezia.”


PAPA FRANCESCO, Omelia Santi Pietro e Paolo, 29 giugno 2020

Uno dei titoli dei libri più venduti in tempi di Pandemia è stato proprio quello che portava il tema della profezia. C’è infatti nel cuore dell’uomo il desiderio di capire e conoscere cosa succederà nel futuro, perdendo molte volte di vista il momento presente. Ci diciamo allora: “Se so cosa succederà, saprò come investire il mio futuro e sarò così più tranquillo!”. Diciamoci la verità: tutti noi abbiamo ‘tentato’ di capire e controllare il futuro. Ma a quanto pare la profezia non è proprio questo che vuole significare. Papa Francesco parla di una profezia che trasforma e non che ‘incanta’. Per il Santo Padre un vero profeta è colui che vive il cambiamento a partire dalla propria vita. Non è un dispensatore di aforismi, di soluzioni facili, di letture di un futuro che ancora non esiste, ma un uomo e una donna che fanno della propria vita una promessa di felicità. Vorremo quasi dire che un buon profeta lo si riconosce così: se è felice benché povero, benché vulnerabile, benché precario, allora sì, è un vero profeta.

Santità – vorremmo chiedergli – ci dia un esempio di profezia credibile?

Abbiamo bisogno […] di innamorati di Dio. Così Pietro e Paolo hanno annunciato Gesù, da innamorati. Pietro, prima di essere messo in croce, non pensa a sé ma al suo Signore e, ritenendosi indegno di morire come Lui, chiede di essere crocifisso a testa in giù. Paolo, prima di venire decapitato, pensa solo a donare la vita e scrive che vuole essere «versato in offerta» (2 Tm 4,6). Questa è profezia. Non parole. Questa è profezia, la profezia che cambia la storia.”


PAPA FRANCESCO, Omelia Santi Pietro e Paolo, 29 giugno 2020

Insieme e non divisi da idee o controversie di partito, affascinati da coloro che con il dono della propria vita sono stati veri profeti per il mondo, possiamo correre verso il cambiamento, quello autentico. Sì, perché la storia cambia se ci sono persone che hanno il coraggio di donare la vita per gli altri, perché innamorati della Vita. Non c’è infatti cambiamento senza un dono. Le idee non hanno cambiato il mondo; lo hanno, purtroppo, diviso, vivisezionato, usurpato. Solo la Vita cambia la storia mia, tua, di tutti noi.

Grazie, Papa Francesco!