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Credo e vivo Posso sognare Tu ed io? Un Papa o un papà?

PAPA FRANCESCO: “SANTO O PECCATORE; PERSEGUITATO O PERSECUTORE; VITTIMA O CARNEFICE, TU PREGA!”

È venerdì! Le nostre settimane richiedono sempre un momento di stop, di riflessione, di riepilogo, o meglio ancora, di rilettura. Saper rileggere la propria storia o quella di coloro che ci stanno accanto è infatti fonte di pace, di serenità. D’altronde, tutti vorremmo capire, o forse, vedere quel filo rosso che dà senso al nostro vivere, al nostro impegno, ai nostri fallimenti, alle nostre gioie.

Papa Francesco ci ha consegnato questo mercoledì, durante l’Udienza Generale, alcuni strumenti importanti per dare ‘sapore’ al nostro quotidiano. E lo fa sempre a partire da un racconto. Sì, la vita si comunica da esperienza a esperienza e non da idee a idee… Santi o peccatori, perseguitati o persecutori, vittime o carnefici, tutti viviamo queste dimensioni nella nostra vita di tutti i giorni e in ciascuno di noi c’è la possibilità di dare senso a questi momenti.

La vicenda di Davide comincia sui colli intorno a Betlemme, dove pascola il gregge del padre, Iesse. È ancora un ragazzo, ultimo di molti fratelli. Tanto che quando il profeta Samuele, per ordine di Dio, si mette in cerca del nuovo re, sembra quasi che suo padre si sia dimenticato di quel figlio più giovane (cfr 1 Sam 16,1-13).”

PAPA FRANCESCO, Udienza Generale, 24 giugno 2020

Davide, un ragazzo come tanti. Non faceva nulla di straordinario nelle sue giornate se non occuparsi di un piccolo gregge affidatogli dal padre. Da quanto emerge poi dal racconto, sembra anche non avere doti particolari, tanto che il padre, dinanzi alla proposta del profeta di dare a Dio un re, non pensa minimamente al figlio più piccolo. Davide darebbe un sacco di lavoro ad alcuni guru contemporanei che fanno delle ferite dell’infanzia l’unica interpretazione e lettura della vita della persona. E allora si intraprendono cammini, si seguono corsi, si tentano guarigioni… ma il più delle volte tutto ritorna come prima.

Santità – ci verrebbe da chiedergli – come fare per non cadere nella trappola dell’infanzia ferita e condizionante?

Dal suo primo mestiere, Davide ha imparato molto. Così, quando il profeta Natan gli rinfaccerà il suo gravissimo peccato (cfr 2 Sam 12,1-15), Davide capirà subito di essere stato un cattivo pastore, di aver depredato un altro uomo dell’unica pecora che lui amava, di non essere più un umile servitore, ma un ammalato di potere, un bracconiere che uccide e depreda.”


PAPA FRANCESCO, Udienza Generale, 24 giugno 2020

La consapevolezza. Questo è un tema ricorrente in tutta la Bibbia. La prima tappa verso la guarigione sembra essere la presa di coscienza del male commesso. Certo, tanti mali li abbiamo subìti ingiustamente, ma a quanto pare, solo quando si consapevolizza il male che volontariamente abbiamo fatto ad altri o a noi stessi, saremo in grado di uscire dal tunnel della colpa e dalla dolorosa fatica dello stesso male subìto.

Il mondo che si presenta ai suoi occhi non è una scena muta: il suo sguardo coglie, dietro il dipanarsi delle cose, un mistero più grande. La preghiera nasce proprio da lì: dalla convinzione che la vita non è qualcosa che ci scivola addosso, ma un mistero stupefacente, che in noi provoca la poesia, la musica, la gratitudine, la lode, oppure il lamento, la supplica. Quando a una persona manca quella dimensione poetica, diciamo, quando manca la poesia, la sua anima zoppica.”


PAPA FRANCESCO, Udienza Generale, 24 giugno 2020

Oltre alla consapevolezza troviamo un altro strumento che risiede nel cuore di ogni uomo: la gratitudine. Papa Francesco non sembra avere dubbi: a partire da una storia vera, il Pontefice coglie che nel cuore dell’uomo ferito c’è la possibilità di guarire nel momento in cui accetta di mettere in musica la propria storia, se accoglie una ‘melodia’ capace di unire eventi, incontri, dolori, gioie. C’è infatti un fatto sociale che ci caratterizza un po’ tutti: sembriamo – per continuare l’analogia – ‘note isolate’ che non trovano armonia, che non suonano bene… Tante note, pause, silenzi della nostra vita non riescono a mettersi insieme e allora avvertiamo quel sentimento di malinconia che attanaglia il cuore di molti.

Guardiamo Davide, pensiamo a Davide. Santo e peccatore, perseguitato e persecutore, vittima e carnefice, che è una contraddizione. Davide è stato tutto questo, insieme. E anche noi registriamo nella nostra vita tratti spesso opposti; nella trama del vivere, tutti gli uomini peccano spesso di incoerenza.”


PAPA FRANCESCO, Udienza Generale, 24 giugno 2020

C’è ancora un’ultima cosa che il Pontefice desidera mettere in luce: la potenza della preghiera. Sì, è uno dei pochi uomini al mondo che ha il coraggio di affermare che ciò che cambia il cuore dell’uomo, quello che, solo, può guarirlo è la preghiera. Ed un uomo guarito guarisce il mondo.

C’è un solo filo rosso, nella vita di Davide, che dà unità a tutto ciò che accade: la sua preghiera. Quella è la voce che non si spegne mai. […] E così facendo Davide ci insegna a far entrare tutto nel dialogo con Dio: la gioia come la colpa, l’amore come la sofferenza, l’amicizia quanto una malattia. Tutto può diventare parola rivolta al “Tu” che sempre ci ascolta.”


PAPA FRANCESCO, Udienza Generale, 24 giugno 2020

Il Santo Padre conosce la forza trasformatrice del racconto. Ed è alla scuola di un uomo semplice e fragile come Davide che ci rivela la strada della guarigione, quella autentica. Se accogliamo la nostra storia, quanto ci accade, con quella consapevolezza non solo del male subìto ma soprattutto di quello causato, nasce in noi il desiderio di gratitudine verso la Vita, che nonostante i nostri errori e le nostre storture scommette ancora in noi. E grazie alla preghiera, quell’io isolato, quella nota apparentemente ‘stonata’ perché sola, troverà un Tu che la farà sentire importante e parte di una stupenda melodia.

Grazie, Papa Francesco!

Per approfondire:
http://www.vatican.va/content/francesco/it/audiences/2020/documents/papa-francesco_20200624_udienza-generale.html