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IL PAPA SCRIVE A ZANARDI: “GRAZIE PER AVER DATO FORZA A CHI L’AVEVA PERDUTA!”

Alessandro Zanardi, campione italiano della Formula Uno, è da giorni in coma a causa di un bruttissimo incidente in cui è stato coinvolto qualche giorno fa. I social e l’Italia intera si sono fin da subito fatti sentire con messaggi di solidarietà, amicizia e speranza. La vita sembra proprio ingiusta. A primo acchito questo è il pensiero che ci passa per la mente. Perché proprio a lui?

La vita è un libro che si scrive anche con parole, eventi, incontri veramente inintelligibili. Ci sono cose che sfuggono ad ogni tentativo di umana comprensione. La prima reazione allora è quella di rileggere la storia di una persona – in questo caso quella di Alessandro – solo a partire dall’incidente, dalla tragedia, dimenticando un prima e un dopo. È naturale. La nostra attenzione vorrebbe porre tutto il suo focus sul dolore; sull’incomprensibile dolore.

È di ieri la notizia della lettera che Papa Francesco ha voluto indirizzare al ‘nostro’ campione italiano. Un gesto semplice, non scontato, quello che il Pontefice si è sentito di fare nei confronti di uno dei punti di riferimento nel mondo dello sport e della disabilità. È stato un gesto di un Padre.

“Carissimo Alessandro, la sua storia è un esempio di come riuscire a ripartire dopo uno stop improvviso. Attraverso lo sport ha insegnato a vivere la vita da protagonista, facendo della disabilità una lezione di umanità. Grazie per aver dato forza a chi l’aveva perduta. In questo momento tanto doloroso le sono vicino, prego per lei e la sua famiglia. Che il Signore la benedica e la Madonna la custodisca. Fraternamente.”

PAPA FRANCESCO, 24 giugno 2020

Parole toccanti, che non debbono essere commentate talmente sono semplici, dirette, ‘capibili’ da tutti. Arrivano al cuore. Il Santo Padre ha un modo del tutto innovativo di rileggere quanto accaduto. Si rifà alla storia di Alessandro, parla di come lui sia stato il protagonista reale ed autentico di quanto ha vissuto. Non teme a designarlo come maestro di umanità, come punto di riferimento per quanti avevano perso la speranza quando la vita li ha messi a dura prova.

Storia, protagonista, punto di riferimento, maestro… Una rilettura bella, che fa bene al cuore, perché ha il coraggio di leggere quanto accaduto a partire da una storia che ‘vede’ nell’insieme e non focalizza l’attenzione solo su un dettaglio; in questo caso l’incidente.

Che fare però dinanzi al dolore? Come comportarci di fronte alle ‘sorprese’ della vita?

In questo momento tanto doloroso le sono vicino, prego per lei e la sua famiglia.”

PAPA FRANCESCO, 24 giugno 2020

Il dolore si vive e si supera con la vicinanza. Lo stare vicino, accanto, nel silenzio che si fa preghiera. Non ci sono parole magiche, non ci sono rimedi taumaturgici al dolore se non la vicinanza. Perché solo l’amore fa stare vicine due o più persone. Questo è anche quello che traspare nel gesto commovente del figlio che, tenendo stretta la mano del padre, ispira coraggio e dona speranza. Nonostante tutto.

Poche parole hanno dato senso ad una storia che ci tocca da vicino. Alessandro è il volto noto di quei tanti ‘Alessandro’ che abbiamo incontrato nella nostra vita o che addirittura sono la nostra vita stessa. L’insegnamento di Francesco ci aiuta, con molta semplicità, a rileggere quanto succede nella vita con una visione ricca di speranza, di vita, di gratitudine. Queste riletture fanno bene al cuore! Il presente, anche se doloroso, ha sempre un passato di cui essere grati e un futuro a cui dire comunque un grazie in anticipo, perché con la fede la vita è sempre più forte di qualsiasi ostacolo che incontri nel suo cammino.

Insieme a Papa Francesco, anche noi ci uniamo alla preghiera per Alessandro e per tutta la sua famiglia.

Grazie, Alessandro! Grazie, Papa Francesco!