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Credo e vivo Posso sognare Un Papa o un papà?

PAPA FRANCESCO IN PIAZZA SAN PIETRO: “LA PAURA È UNO DEI NEMICI PIÙ BRUTTI DELLA NOSTRA VITA”

Siamo ancora in una fase di adattamento a queste nuove norme di comportamento necessarie al fine di evitare il contagio. Ma a quanto pare, dal malessere comune che si respira in varie situazioni della vita – media, famiglia, amici, vicini, colleghi… – tutto quanto pensato finora ancora non basta. Sembra esserci qualcosa, che non si legge a primo acchito nelle nostre storie e in quelle di molti, ma che realmente attanaglia la crescita e la felicità di quanti cercano di realizzare i propri sogni.

Papa Francesco in tutto questo è un uomo capace di cardiodiagnosi, ovvero di capire – sicuramente per grazia – le resistenze che frenano l’uomo nella sua conquista verso il bene, verso la gioia, verso la felicità.

Gesù esorta con insistenza a «non avere paura». La paura è uno dei nemici più brutti della nostra vita cristiana. Gesù esorta: «Non abbiate paura», «non abbiate paura». E Gesù descrive tre situazioni concrete che essi – i discepoli – si troveranno ad affrontare.”

PAPA FRANCESCO, Angelus, 21 giugno 2020

Uno dei veleni che oggi ammala la vita di tante persone sembra, al dire del Pontefice venuto dalla ‘fine del mondo’, la paura, le tante paure. Certo, non è cosa nuova scoprirsi uomini e donne spaventati. Basti pensare alle continue minacce mediatiche che forzano i nostri cuori e le nostre menti a notizie ipotetiche, a verità assolute ma prive di contenuto, a speranze magiche e tanto altro ancora. Sfido chiunque a non avere un briciolo di paura.

Ci verrebbe da chiedergli allora: Santità, ci spieghi meglio: concretamente, come smascheriamo la paura nella nostra quotidianità di papà, mamme, nonni, giovani, anziani, operai, casalinghe, bancari, fruttivendoli, commessi… ?

La prima è l’ostilità di quanti vorrebbero zittire la Parola di Dio, edulcorandola, annacquandola, o mettendo a tacere chi la annuncia. In questo caso, Gesù incoraggia gli Apostoli a diffondere il messaggio di salvezza che Lui ha loro affidato.”


PAPA FRANCESCO, Angelus, 21 giugno 2020

Suvvia! A noi, popolo con bollette da pagare, tasse da dilazionare, lavoro da cercare, figli da sfamare, cosa importa zittire la Parola di Dio? È una domanda onesta, lecita, sincera. Ma, sottolinea il Vescovo di Roma, la Parola del Vangelo è la sola a portare la salvezza nel mondo; non ci sono altre vie per cui arrivarci. Non ce ne sono. La Parola di Dio è una Persona che ha avuto il coraggio di tracciarci una via per non sbagliare direzione. È come andare al mare con un navigatore d’eccezione che ci assicura di arrivarci, nonostante incidenti e turbolenze. Zittirla, edulcorarla, significherebbe togliere speranza, vita, vittoria, trasformazione, rinascita dal dizionario delle nostre stesse vite. Sembra esserci pertanto una paura insita nel cuore di ogni uomo: quella che ci venga tolta la speranza di una Parola fatta carne che, nonostante tutto, ce l’ha fatta, ha vinto.

La seconda difficoltà che i missionari di Cristo incontreranno è la minaccia fisica contro di loro, cioè la persecuzione diretta contro le loro persone, fino all’uccisione.”


PAPA FRANCESCO, Angelus, 21 giugno 2020

Mai come in questi mesi la paura di morire ha bussato alla porta delle nostre case. È qualcosa che ci paralizza, blocca, sfinisce. Le tante fatiche del confinamento, poi, hanno risvegliato dolori rimossi, ferite scoperte, fallimenti ben nascosti e, una volta portati alla luce, hanno spinto alcuni ad uno stato persecutorio verso gli altri ma anche verso se stessi. Anche questa paura può frenare la nostra corsa verso la felicità.

Il terzo tipo di prova che gli Apostoli si troveranno a fronteggiare, Gesù la indica nella sensazione, che alcuni potranno sperimentare, che Dio stesso li abbia abbandonati, restando distante e silenzioso.”


PAPA FRANCESCO, Angelus, 21 giugno 2020

Credenti e non, dinanzi alle tante prove della vita si sentono, presto o tardi, lontani da Dio, abbandonati. Questo è ancor più vero oggigiorno dove la spiritualità e la vicinanza a Dio molti la ‘vendono’ in modo mondano: se Dio è con te, non avrai dolori, troverai lavoro, avrai successo, diventerai qualcuno, sarai riconosciuto, costruirai imperi… E così loro si arricchiscono e noi, poveri mortali, affoghiamo nella disperazione. Ma a questa paura ci viene incontro la Parola di Dio, assicurandoci che agli occhi di Dio valiamo; e come se valiamo! E che nulla sfugge dalle sue mani, anche se per il momento non capiamo.

Sono come le tre tentazioni: edulcorare il Vangelo, annacquarlo; seconda, la persecuzione; e terza, la sensazione che Dio ci ha lasciati da soli.”


PAPA FRANCESCO, Angelus, 21 giugno 2020

La paura viene quando vogliono zittire la Parola Speranza e Vita dalla nostra vita. La paura nasce dalle persecuzioni, dalla possibile morte fisica o dell’anima. La paura si traduce in un sentimento di abbandono, una sorta di malinconia che rischia di soffocare il respiro vitale che tutti noi abbiamo dentro. Una volta ‘diagnosticasti’ i veleni che possono indurire il cuore e rallentare il nostro viaggio verso la piena realizzazione dei nostri sogni, dobbiamo alzare lo sguardo e tendere gli orecchi perché c’è ancora qualcUno che ha qualcosa da dirci di veramente straordinario: “Non avere paura!”.

Osservate. Non troverete nessuno, e dico bene, nessuno che dica questo oggigiorno. Solo Dio ha il coraggio di dire a ciascuno: “Non avere paura! Non avere paura!”. Avrà sicuramente le sue buone ragioni per dirlo…

Per approfondire http://www.vatican.va/content/francesco/it/angelus/2020/documents/papa-francesco_angelus_20200621.html