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Io, figlio e tu, genitore Un Papa o un papà?

ALLA MORTE DEL PADRE ‘QUALCUNO’ BUSSÒ ALLA PORTA…

Tratto da una Storia vera…

Gianni è un uomo normale. Settantenne, sardo di nascita e romano di adozione, pensionato dopo una vita dedicata al lavoro, una figlia e una moglie con cui condivide tutto. È quasi Pasqua quando gli viene diagnosticato un tumore: comune, forse esteso, maligno. Inizia una Primavera di visite, ricoveri e interventi non riusciti; il sorriso di Gianni cela incertezze, paure e inquietudini, che non sfuggono agli occhi – e al cuore – della figlia Angela.

Padre e figlia si trovano a percorrere una strada nuova, mai battuta, fatta di sguardi che parlano, di silenzi complici e di passi che si adattano via via a un nuovo ritmo, a volte veloce, a volte lento e affannato.

C’è una madre, Anna, anche lei malata, da curare e da preservare, e una quotidianità da mandare avanti, tra l’illusione che tutto tornerà come prima e la consapevolezza che tutto è già cambiato. Angela sceglie di dedicarsi completamente alla famiglia, i ruoli si ribaltano e, in quel nido in cui è cresciuta, i grandi diventano i cuccioli da accudire, proteggere e coccolare.

Tocca a lei, ora, sostenere Anna nei suoi passi incerti e sgridare amorevolmente Gianni quando non vuole mangiare, dare sollievo e conforto, sorridere con leggerezza nonostante il macigno sulle spalle. La situazione precipita dopo qualche mese, in una notte di Ottobre.

Lo scenario è quello già visto in tanti film: la corsa in ambulanza, la lunga attesa fuori dalla sala operatoria, risposte vaghe.

Gianni viene intubato, in condizioni disperate, nessuna speranza nelle parole dei medici. Angela, che non crede in Dio, spezzata dal dolore, chiede a un’amica di pregare per il padre affinché, le dice: “Succeda ciò che è meglio”. Contrariamente a ogni previsione, qualche giorno dopo, Gianni si risveglia, viene estubato, pare riprendersi; non può lasciare l’ospedale, ma è cosciente, parla, ride e si arrabbia come sempre, e Angela ha di nuovo la possibilità di stare accanto al padre.

Ed è in quel padre malato e fragile che, inaspettatamente, incontra per la prima volta un Figlio con cui fino ad ora non ha voluto avere a che fare e di cui può, adesso, pulire le ferite, asciugare il volto sofferente, tenere strette le mani.

In quel calvario, ai piedi di quella croce fatta di garze e lenzuola, Angela guarda per la prima volta negli occhi l’Amore. Sono giorni intensi, pieni di ricordi che tornano alla mente e di parole che non lasceranno più il cuore, ogni cosa perde il suo senso per poi trovarne uno di nuovo. Gianni parte per il suo viaggio l’ultimo giorno di un Ottobre ancora tiepido, chiude gli occhi sereno perché c’è Angela ad accompagnarlo alla soglia.

Il giorno del funerale, il fratello di Gianni, citando una canzone, ricorda ai presenti che “c’è una crepa in ogni cosa, ed è da lì che entra la luce”. Seguono mesi di pranzi e cene controvoglia, di poltrone vuote davanti alla tv, di armadi aperti e subito richiusi. Un compleanno triste, un Natale mesto, una fine d’anno con il cuore pesante e un inizio a cui non si riesce a pensare. Ancora visite, ancora ospedali, e una madre sperduta e delicata come cristallo da sostenere e amare. A Marzo una pandemia paralizza il mondo, mettendo tutto in sospeso.

Puntuale e discreto, alle sette, ogni mattina, c’è un Papa che decide di bussare alle porte di tutte le case, anche a quella di Angela e Anna.

Un’altra Pasqua arriva e, con stupore, Angela si accorge che giorno dopo giorno, settimana dopo settimana, quella presenza riempie vuoti e silenzi, che quella voce prende il posto di gesti e premure che non torneranno più, che le parole pronunciate da quell’uomo sono la luce che, finalmente, entra nella crepa. Con fatica, ma con nuova speranza, Angela si riaffaccia alla vita e torna piano piano a sognare, ora che un padre ha lasciato la sua casa e un altro è venuto a prendersi cura di lei e di sua madre; ora che, seppur dolorosi, i giorni si fanno più lievi.

Ogni Autunno porta già in sé la Primavera che verrà, ogni Pasqua la sua resurrezione. Gianni non c’è più, ma Angela ha incontrato chi le ha teso la mano e ora l’accompagna: ogni foglia che cade muore, ma, al contempo, custodisce e protegge la vita che germoglierà dal suolo su cui si posa.

NB. I nomi della storia sono stati cambiati