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UN AUGURIO ESTIVO: CHE POSSIATE AMARE!

«La mia anima è turbata; e che devo dire? Padre salvami da quest’ora?» (Gv 12,27)

In fondo, questa pandemia, ha messo in luce ciò che vogliamo nasconderci costantemente: possiamo morire. Questa epidemia ci ha regalato non tanto di metterci delle mascherine – che con il caldo diventano veramente insopportabili! – quanto di toglierci quelle maschere con cui nascondiamo le cose che della vita ci spaventano e da cui in tante modi scappiamo, come il dolore e… la morte.

Forse per qualcuno risulterò un po’ macabro, ma vorrei ricordare una cosa fondamentale: che in fondo, per quanto riguarda questo viaggio, siamo tutti terminali!

La vita che vivo, se non tutti i giorni quasi, mi mette di fronte costantemente a quel momento da cui tutti istintivamente scappiamo che è la morte. Probabilmente l’abitudine ci ha assuefatto, ma vorrei ricordare che il cristianesimo ha assunto come brand dell’azienda un luogo di tortura e di morte!

Insomma, non è il massimo a livello pubblicitario una scelta del genere! Eppure perché un cristiano quando è un autentico cristiano, cioè se ha la vita di Gesù in Lui e in collaborazione con lo Spirito di Gesù stesso, quasi dando la manina di un bambino a suo Padre, vive e muore in modo diverso?

Perché Chiara Corbella è morta – sia chiaro, soffrendo con un sorriso spiazzante? Perché don Pino Puglisi è morto con una calma ed uno sguardo tali da convertire il suo uccisore?

Andando nei meandri meno conosciuti della storia, perché Giorgio ed Emy che amano immensamente Mattia, da anni sulla sedia a rotelle, trasudano una pace contagiosa? Cosa porta Maria Grazia ad affrontare così un tumore e la sclerosi?

Facciamo bingo nella vita non se scansiamo la morte che, ricordo, presto o tardi arriva, ma se ci entriamo dando la mano a Qualcuno. Il Vangelo di Giovanni mette in luce due cose tanto importanti: la prima è che la morte di Gesù è presentata da Lui stesso come «l’ora». Ciò che io e te evitiamo è in realtà l’appuntamento decisivo; come quando si corteggia una donna, c’è quell’ appuntamento! La seconda riguarda l’ultima frase che Gesù pronuncia sulla croce in Giovanni: “Tutto è compiuto” (Gv 19,30). Stando all’originale, in greco il verbo sta a dire l’essere arrivati all’obiettivo: la fine in realtà è il fine!

Morire è il finale, ma anche lo scopo della vita! Siamo nati per morire bene!

Infatti la morte non è solo quel momento, ma è uno stato permanente in chi ha conosciuto l’amore. Se mai hai amato di un amore vero avrai scoperto che ha il sapore dello strappo, del taglio, della perdita. E sorprendentemente è bello! E se questa vita che nelle scelte d’amore ci chiama a morire non fosse un allenamento per quel momento che come cuccioli ci fa tanto tremare?

Un augurio estivo: che possiate morire… cioè amare… cioè guardare la Croce… afferrare la Sua Mano!

Don Gabriele Nasca

Per pregare…

Rapisca, ti prego, o Signore,
l’ardente e dolce forza del tuo amore
la mente mia da tutte le cose che sono sotto il cielo,
perché io muoia per amore dell’amor tuo,
come tu ti sei degnato morire
per amore dell’amor mio.

(Francesco d’Assisi, absorbeat)