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Posso sognare Un Papa o un papà?

LA PREGHIERA APRE LE PORTE ALLA SPERANZA

Il mercoledì mattina è dedicato da tempo all’Udienza Generale di Papa Francesco. È un momento in cui l’uomo che fa da ponte fra Cielo e terra ci suggerisce alcuni ingredienti importanti per una vita felice; cristianamente felice.

Dall’altra parte lunedì è stato il giorno in cui tante persone hanno cercato di riprendere le loro attività intrise di fatiche e tante speranze. Il sentimento che più riecheggia nel cuore di molti in questi giorni post-confinamento credo sia proprio la speranza.

La domanda sorge spontanea: come possiamo tornare allora a sperare? Cosa dobbiamo sperare dal momento che tutto o tanto ci porta invece a di-sperare? Quali sono i segni che ci portano a dire che sperare ne vale ancora la pena?

Siamo davanti ad alcune domande che tutti o molti, in lingue e modi diversi, ci siamo posti in questo periodo di prova. Il primo a porsele sembra proprio Papa Francesco, uomo di fede nell’Impossibile che, sempre puntuale, legge la realtà con occhi celesti. Santità – vorremmo chiederGli – ci dica di più!

Io direi che la preghiera apre la porta alla speranza.”

PAPA FRANCESCO, Udienza Generale, 20 maggio 2020

Tanto di quanto leggiamo o ascoltiamo in questi giorni di post-pandemia non ricorda di sicuro l’importanza della preghiera; sembra proprio che ci siano cose molto più importanti da fare… Certo, bisogna pur mangiare e lavorare, e proprio per questo tutti i nostri sforzi e quelli del governo di una nazione dovrebbero convergere verso la direzione della ricerca e difesa del bene comune.

Ma pregare (?!) è realmente un’esperienza che vale la pena fare? E se lo è veramente, da dove iniziare perché non diventi una ripetizione mnemonica di filastrocche con qualche nome di divinità in qua e in là?

La vita, il semplice fatto che esistiamo, apre il cuore dell’uomo alla preghiera.”


PAPA FRANCESCO, Udienza Generale, 20 maggio 2020

Il virus che ci ha travolto in questo inizio anno ci ha fatto sperimentare inevitabilmente la precarietà della vita umana, e le precauzioni che tutti noi stiamo adottando trovano il loro fondamento nella difesa della vita personale e di quella di chi ci sta accanto. Credo inconfutabile affermare che la vita è un dono, proprio perché non la possediamo. Ci può esser tolta da un momento all’altro. Non sembra sia solo nelle nostre mani.

La bellezza e il mistero della Creazione generano nel cuore dell’uomo il primo moto che suscita la preghiera.”


PAPA FRANCESCO, Udienza Generale, 20 maggio 2020

Ma a quanto pare c’è di più. Si inizia a pregare guardando il mondo che ci sta attorno, quei cieli stellati, quei tramonti lucenti, quei prati, quei fiumi, quei mari. La natura, così tanto provata dall’uomo, suscita, al dire di Papa Francesco, il primo slancio verso il Cielo, che la religione chiama preghiera. Questo Papa sembra non avere dubbi: la preghiera viene dalla relazione con l’universo. La tv, i social, il virtuale, le chat non ti portano alla preghiera perché non nascondono il profumo di Dio bensì quello di chi le ha pensate e volute: l’uomo stesso.

Nella preghiera si afferma prepotente un sentimento di misericordia. Niente esiste per caso: il segreto dell’universo sta in uno sguardo benevolo che qualcuno incrocia nei nostri occhi.”


PAPA FRANCESCO, Udienza Generale, 20 maggio 2020

È consolante, anzi, liberatorio sapersi importanti e non il frutto del caso. A Qualcuno noi importiamo!

Pregare, oltre che aprire alla speranza quella vera, alla scuola della natura e dell’universo ci fa contemplare realmente come tutto ciò che è creato da Dio continua il suo corso, anche in tempi di difficoltà: i fiori continuano a germogliare, i frutti a maturare, i fiumi a scorrere…

È vero, potremmo obiettar che “per natura siamo quasi nulla, piccoli, ma – ricorda ancora il Pontefice – per vocazione, per chiamata siamo i figli del grande Re!”.


PAPA FRANCESCO, Udienza Generale, 20 maggio 2020

Pregare, oggi, è la risposta che il Santo Padre ci offre come una strada sicura, una via felice, un sentiero che conduce alla felicità. Non servono, ci ricorda, grandi manuali, grandi iniziazioni: basta ritornare a guardare l’universo che ci circonda, osservarlo, ascoltarlo. E in questo tutti siamo capaci. Solo allora, ci rassicura Francesco, sentiremo riaffiorare in noi quel sentimento di speranza nuovo, che non ci porterà a ripiegarci, a rattristarci, bensì a sentirsi figli del grande Re dell’universo! E quando si è figli, si è anche certi che quel Padre non sarà indifferente ai loro bisogni.

Grazie, Papa Francesco!

http://www.vatican.va/content/francesco/it/audiences/2020/documents/papa-francesco_20200520_udienza-generale.html