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QUANDO LE LACRIME CURANO

“Chi può rimettere i peccati se non Dio solo?” (Mc 2,7)

Una delle esperienze più suggestive, commoventi e belle che la vita che Dio Padre mi sta regalando di fare è quella di raccogliere le lacrime delle persone che vengono a parlare, confessarsi, sfogarsi. In un santuario mariano in cui mi ero recato, nei confessionali c’erano due cose soltanto: la stola per il sacerdote e i fazzoletti.

Piangere è uno dei gesti più intensi e più importanti che una persona può vivere. Quando durante i funerali vedo le persone piangere, tiro un sospiro di sollievo e penso: questo dolore è incamminato verso la luce, sta andando nella direzione giusta.

È tanto importante piangere: le lacrime sono la cura stessa ai nostri dolori! Tuttavia, le lacrime più belle, che mi smuovono profondamente, sono quelle che scendono dagli occhi per il perdono di Dio ricevuto.

Poter dire ad una creatura fragile, indifesa, ferita dai propri errori, dalla propria vergogna semplicemente questa frase, con tutta la dolcezza possibile: “È tutto perdonato!” e contemplare la profonda bellezza di un volto che quasi incredulo scoppia in un pianto che è una miscela di tante emozioni insieme, è qualcosa di unico.

Essere parte di un amore totalmente gratuito – quello di Gesù, l’unico in grado di trattare con una materia talmente intima che è la vergogna dei propri errori, del proprio male – è un regalo immenso, totalmente immeritato, totalmente gratis, proprio dello stile di Dio che non chiede mai il conto.

La verità è che in tutti i modi ci difendiamo da questa “vergogna”, credo, in tre modi: giustificando noi stessi dalle nostre meschinità, puntando il dito sulle meschinità altrui, sprofondando in un distruttivo senso di colpa.

Se nel tuo cuore c’è un peso, un errore, un male che come un sassolino intasa l’ingranaggio della tua vita e magari fai finta che non esista, non aver paura: fiondati nelle braccia di Dio; voglio essere più esplicito: fiondati nelle braccia del sacramento della confessione.

Fidati: il perdono non è un atto autoindotto dove da solo ti dici che vai bene cosi e ti assolvi, ne rimarrai deluso! Hai un profondo bisogno di sentirti dire alcune parole: di riceverle. Il perdono si riceve. Si dona quello che si ha.

Dio non solo ha il perdono, Egli è perdono. Cosa aspetti?

Don Gabriele Nasca

Per pregare…

Ho sperato: ho sperato nel Signore
ed egli su di me si è chinato,
ha dato ascolto al mio grido.
Mi ha tratto dalla fossa della morte,
dal fango della palude;
i miei piedi ha stabilito sulla roccia,
ha reso sicuri i miei passi.
Mi ha messo sulla bocca un canto nuovo,
lode al nostro Dio.

Dal Salmo 39