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Tu ed io? Un Papa o un papà?

VITA SPIRITUALE: FASE 3

Domani finalmente si ritorna, con prudenza, all’apertura di diverse attività e a spostamenti più lunghi. Aspettavamo da tempo questo giorno. Il confinamento da Covid-19 ci ha messo con le spalle al muro. Tante nostre povertà umane e materiali si sono esacerbate ed altre manifestate. Non sapevamo nemmeno, fino a questo momento, di avere certe paure. No, non ci si pensava. Non ne avevamo il tempo. E inizia così la Fase 3.

Certo, i bisogni che sono emersi in questo periodo di ‘stop’ forzato sono molti. Ci vorrebbero tante pagine, tante parole per narrarli. Ma Papa Francesco, nelle sue meditazioni quotidiane, ne ha messo in luce uno di straordinario, e ce l’ha condiviso questa mattina grazie alla sua esperienza di Pastore.

Oggi nel mondo c’è un grande sentimento di orfanezza: tanti hanno tante cose, ma manca il Padre. E nella storia dell’umanità questo si ripete: quando manca il Padre, manca qualcosa e sempre c’è la voglia di incontrare, di ritrovare il Padre, anche nei miti antichi. Pensiamo ai miti di Edipo, di Telemaco, tanti altri: sempre cercare il Padre che manca. Oggi possiamo dire che viviamo in una società dove manca il Padre, un senso di orfanezza che tocca proprio l’appartenenza e la fraternità.”

PAPA FRANCESCO, Omelia Casa Santa Marta, 17 maggio 2020

Certo, siamo così proiettati sui bisogni materiali che non avevamo pensato al bisogno di un padre. Sembra così tutto molto teorico. Santità – ci verrebbe da dirgLi – ci dica di più!

Sempre le guerre, sia le piccole guerre sia le grandi guerre, sempre hanno una dimensione di orfanezza: manca il Padre che faccia la pace.”


PAPA FRANCESCO, Omelia Casa Santa Marta, 17 maggio 2020

Questa constatazione è chiara e molto attuale. La guerra, nel linguaggio sociale che siamo abituati ad utilizzare, ha come sinonimo il conflitto. Non possiamo negare, credo, che il conflitto o i conflitti non siano mancati in questo periodo: conflitto in famiglia, conflitto coniugale, conflitto nel lavoro, conflitto tra amici vicini o lontani, conflitto dentro di sé… E allora si sono respirate tensioni, divisioni, rancori, sofferenze, che nel peggiore dei casi – e lo vediamo soprattutto nei social – sono sfociate nell’insulto, nell’accusa, nel giudizio.

Una delle conseguenze del senso di orfanezza è l’insulto, le guerre, perché se non c’è il Padre non ci sono i fratelli, si perde la fratellanza.”


PAPA FRANCESCO, Omelia Casa Santa Marta, 17 maggio 2020

Da dove partire, allora, in questa Fase 3? Come iniziare questo nuovo tempo di relazione extra-confinamento?

Dolcezza, rispetto, mitezza sono atteggiamenti di appartenenza, di appartenenza a una famiglia che è sicura di avere un Padre.”


PAPA FRANCESCO, Omelia Casa Santa Marta, 17 maggio 2020

Ritornare ad essere figli. Da qui si dovrebbe ripartire. E questo è possibile grazie all’azione – al dire di Papa Francesco – dello Spirito che ci ha creato, che è stato soffiato nelle ‘nostre narici’ al momento in cui un Padre ci ha voluti e amati.

Chiediamo allo Spirito Santo che ci ricordi sempre, sempre, questo accesso al Padre, che ci ricordi che noi abbiamo un Padre. E a questa civiltà, che ha un grande senso di orfanezza, dia la grazia di ritrovare il Padre, il Padre che dà senso a tutta la vita e fa che gli uomini siano una famiglia.”


PAPA FRANCESCO, Omelia Casa Santa Marta, 17 maggio 2020

Questa nuova Fase 3 inizia con una nuova consapevolezza, un nuovo punto di partenza. Oggi ci è stato suggerito dal Santo Padre come ripartire veramente alla vita post-pandemia, per non cadere in quei conflitti che generano solitudine, guerre, sofferenze… È così bello, penso, sapersi figli di un Padre così! Forse, proprio in questa ‘relazione’ ci sentiremo felici; e felici davvero!