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Un Papa o un papà?

INFERMIERI: “SANTI DELLA PORTA ACCANTO!”

È in piena Fase 2 che ricordiamo la Giornata Internazionale dell’Infermiere. Per questa ricorrenza non sono mancate le parole di Papa Francesco, il quale, più volte durante questo tempo di pandemia, ha rivolto incoraggiamenti e stima verso la figura dell’infermiere.

In questo momento storico, segnato dall’emergenza sanitaria mondiale provocata dalla pandemia del virus Covid-19, abbiamo riscoperto quanto la figura dell’infermiere, ma anche quella dell’ostetrica, ricoprano un ruolo di fondamentale importanza.”


PAPA FRANCESCO, Omelia Santa Marta, 12 maggio 2020

I telegiornali di oggi sfornano incessanti servizi proprio sull’eroicità di questa professione, riscoperta soprattutto in seguito all’emergenza Coronavirus. Tra tutti colpisce la testimonianza di un’infermiera di Sestri Levante, Miriam Massa, coordinatrice infermieristica della rianimazione Covid dell’Ospedale della riviera ligure. Fanno breccia le sue parole che, senza chiedere permesso, escono dallo schermo ed entrano direttamente nel cuore di chi sa cogliere un’anima combattiva ma semplice.

Miriam, infatti, non vuole essere considerata un’eroina, bensì una madre che ama la sua famiglia ed il suo lavoro. Non esita ad affermare che la sua scelta di vivere lontana da casa da ben 60 giorni, sia motivata dalla spinta – che lei stessa definisce ‘naturale’ – di proteggere i propri cari, e tra questi suo figlio.

Per essere santi non è necessario essere vescovi, sacerdoti, religiose o religiosi. Molte volte abbiamo la tentazione di pensare che la santità sia riservata a coloro che hanno la possibilità di mantenere le distanze dalle occupazioni ordinarie, per dedicare molto tempo alla preghiera. Non è così. Tutti siamo chiamati ad essere santi vivendo con amore e offrendo ciascuno la propria testimonianza nelle occupazioni di ogni giorno, lì dove si trova.”


PAPA FRANCESCO, Gaudete et Exsultate

Eroe e santo. Due realtà che molte volte vengono viste come sinonime oppure come antagoniste; dipende dall’esperienza di vita di ciascuno. Il Santo Padre non ha timore tuttavia di affermare con franchezza la santità di quanti si adoperano per il bene del prossimo; in questo caso quello legato alla sfera medica.

Questa è tante volte la santità ‘della porta accanto’, di quelli che vivono vicino a noi e sono un riflesso della presenza di Dio, o, per usare un’altra espressione, ‘la classe media della santità’.”


PAPA FRANCESCO, Gaudete et Exsultate

Certo, non è facile ‘ripulire’ un immaginario collettivo che fa della santità una via per pochi, uno stile taumaturgico irraggiungibile per i comuni mortali, impregnata da una vicinanza con Dio estatica o straordinaria. Sì, molte volte abbiamo visto la santità come un affare che non ci riguardava da vicino.

Ma santi sono coloro – al dire di Papa Francesco – che irradiano la presenza di Dio nel mondo, lì dove vivono e lavorano. Gli eroi, forse, sono tali per un momento, dinanzi ad un’avventura epica legata ad un frangente ben preciso, ma i santi sono tali perché nonostante tutto e in tutto si fanno – molte volte inconsciamente – portatori di Dio nei posti più impensabili.

Ma, Santo Padre, cosa vuol dire essere santi, concretamente?

La santità è l’incontro della tua debolezza con la forza della grazia.”


PAPA FRANCESCO, Gaudete et Exsultate

Allora, mai come in questo momento, dove tutti ci riconosciamo deboli e bisognosi gli uni degli altri, ma soprattutto di Dio, possiamo, se lo vogliamo, ‘giocarci’ questo incontro fra Dio e la nostra debolezza, come hanno fatto molti infermieri.

Non avere paura di puntare più in alto, di lasciarti amare e liberare da Dio. […] In fondo, come diceva León Bloy, nella vita «non c’è che una tristezza, […] quella di non essere santi».”


PAPA FRANCESCO, Gaudete et Exsultate

Grazie, Papa Francesco!