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È UMILIANTE ESSERE INGANNATI!

“Che cos’è la verità?” (Gv 18,38)

Nel drammatico epilogo della vita terrena di Gesù, durante il suo processo, Pilato pone questa domanda: “Che cos’è la verità?”. Sembra essere arrivati al culmine della rivelazione, come se la domanda di Pilato fosse un assist imperdibile per rispondere all’eterno quesito che ha angosciato tutti gli uomini di tutti i tempi. Eppure Gesù non risponde.

Ogni uomo, in ogni stagione della vita, ha dentro di sé questa domanda. Una domanda che lo spinge a mettersi continuamente in discussione, ad affaticarsi nella ricerca, a non mollare le redini di senso che lo tengono stretto alla vita.

È la domanda che si pone l’adolescente ‘cannarolo’, il secchione ‘sfigato’, l’uomo della strada; chi si sballa, chi studia, chi si perde nei sui pensieri: chiunque, anche nelle scelte più incomprensibili, crede di essere nel vero.

Anche chi dice che non esiste la verità, in realtà, è vittima di un grande paradosso, perché sta affermando invece che una verità esiste: ossia, che non ne esiste neanche una. Perché se realmente non esistessero verità non sarebbe vero neanche che la verità non esiste.

Insomma, da questo cortocircuito non se ne esce: tutti sbattiamo contro questa domanda e tutti sbattiamo contro il suo assordante silenzio: che cos’è la verità?

Degli psicologi, tempo fa, fecero un esperimento e chiesero a delle persone se fossero disposte a vivere, tramite una super tecnologia, in un mondo virtuale nel quale sarebbe stato loro garantito ogni piacere e felicità. Alla fine della ricerca dovettero constatare che le persone preferivano la realtà, seppur dura, a una falsa felicità. Anche la piattaforma digitale SecondLife (un mondo virtuale online), dopo gli iniziali entusiasmi, è stata abbandonata da molti utenti, ridimensionando la sua fortuna iniziale.

Nessuno accetta che gli venga riferito il falso: troviamo umiliante la possibilità di essere ingannati, ci sentiamo come traditi.

Chiunque ha fatto esperienza di essere stato vittima di un mentitore, ha certamente sperimentato un profondo dolore, una delusione acuta e tanta rabbia. Possiamo sorvolare su tante cose, ma la verità, quella no, la vogliamo nuda e cruda.

È l’esperienza anche di tanti malati che vogliono la verità sul loro stato di salute, anche qualora fosse del tutto compromesso: le menzogne spaventano più della morte!

Perché tanto amore per la verità? E soprattutto, perché Gesù non risponde alla domanda di Pilato? Continuando a leggere il Vangelo di Giovanni potremmo rimanere sorpresi dal fatto che se Gesù tace e non risponde alla domanda è solo perché sarà Pilato stesso a trovare la risposta, a riferirla e, ironia della sorte, a condannarla. Infatti, uscito dal pretorio, risponderà lui stesso, inconsapevolmente, con l’espressione: “Ecco l’uomo!”. “Che cos’è la verità?” “Ecco l’uomo!” La verità era davanti a lui!

Roberto Buattini

Per pregare…

Creatore ineffabile, che dai tesori della tua sapienza
hai scelto le tre gerarchie degli angeli
e le hai collocate con ordine mirabile sopra il cielo empireo
e hai disposto le parti dell’universo con somma arte:
tu, dico, che sei chiamato vera fonte della luce e della sapienza e principio supremo,
degnati di far penetrare nelle tenebre del mio intelletto un raggio della tua luce,
allontanando da me le doppie tenebre in mezzo alle quali sono nato,
quelle del peccato e quelle dell’ignoranza.
Tu che rendi eloquenti le lingue dei bambini,
istruisci la mia lingua e versa sulle mie labbra la grazia della tua benedizione.
Dammi acutezza nel comprendere,
capacità di ritenere, metodo e facilità nell’imparare,
sottigliezza nell’interpretare, grazia copiosa nel parlare.
Ispira la ricerca, dirigine il progresso, portala a compimento:
tu che sei vero Dio e vero uomo e vivi e regni
nei secoli dei secoli. Amen.

Preghiera di San Tommaso