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Dove sei?

COSA ABBIAMO IN COMUNE IO E TE? 

“Maestro buono, che cosa devo fare per avere in eredità la vita eterna?”

Ed ecco che ad un certo punto ti arriva una telefonata che ti chiede di parlare di vocazione, magari di buttare giù qualche riga a partire da questa domanda fatta dal un tale che corse incontro a Gesù , che si gettò e inginocchiò davanti a Lui e glielo domandò.

Nel Vangelo, quando non si specifica il nome di qualcuno e si lascia sul generico, vuol dire che riguarda un po’ tutti; quel tale sono io, quel tale sei tu. E cosa abbiamo in comune io e te? La sete di felicità.

Se fosse vera la felicità, quella vera, quella che non tradisce, non getteresti le perle che hai per cercare la perla preziosa? Non ti scrolleresti di dosso quello che non conta per assaporare la bellezza a la bontà? Ecco, quella felicità, umilmente ti dico, l’ho trovata, anzi l’ho incontrata. È una persona, è Dio.

Arriva la solita predica del prete, penserai… Aspetta, aspetta, fammi finire, poi mi dirai se la predica ti è piaciuta, raccolgo la sfida.

Ti dicevo, la vita eterna è Dio e lo sai chi è Dio? Dio è Carlos che combatte ogni giorno per non bere quel bicchiere in più che rovinerebbe tutto e non sempre ci riesce. Dio è quella ragazza sul ciglio della strada che chissà per quale motivo vende il suo corpo a tanti schiavi del piacere, e non riesce a smettere. Dio è Francesca che, assetata di amore, combatte la sua disabilità, mandandomi spesso dei messaggi a cui non sempre rispondo.

Dio sei tu che stai leggendo, che ne hai avuto la pazienza, il che vuol dire che hai sete di qualcosa, di qualcuno che possa svoltarti la vita.

Dio è amore, quel sorriso che hai donato anche quando non ti andava, quell’arrabbiatura che ti sei preso, hai pure esagerato, e hai chiesto perdono.

Ecco che cosa dobbiamo fare per ereditare la vita eterna: essere! Essere te stesso, essere te stessa, senza maschere, perché la luce dentro di te c’è. Non permettere a quel dolore, a quell’incomprensione, a quella ferita di spegnerla; non vale la tua vita. Non gliela dare vinta: prova sempre ad amare, prima di tutto te stesso, perché Dio è Padre e vuole così!

Vendi quello che hai e dallo ai poveri, e avrai un tesoro in cielo; e vieni! Seguimi!

Ti dico solo che è un brano del Vangelo di Marco: vai a vedere come va a finire, cercalo tu, non ti dico il riferimento, si trova facilmente, perché il Vangelo di Marco è il più corto. Sfoglia quelle pagine, non usare internet. Provaci: scoprirai che non finisce ed è questo il bello della vita. Rimane aperta!

E se Dio non esistesse? Non mi pentirei di aver, grazie a Lui, amato.

Don Andrea Cola