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Credo e vivo

LETTERA DI UN ANGELO ALL’INVISIBILE

“In questi giorni c’è un gran chiasso anche qui da noi, in Cielo. Vedo Santi e Angeli accorrere a Dio per chiedere di intervenire in questo momento di prova che l’umanità tutta intera sta attraversando.

Inizialmente non capivo cosa stesse accadendo. Poi chiesi ad una persona che abita il Cielo se sapeva cos’era tutto sto via vai in Paradiso. Lei è una donna che da poco è salita qui con noi in seguito ad uno dei mali che affligge l’uomo di oggi: il cancro.

Mi guarda sorpresa; forse non si aspettava questa mia domanda. Poi con calma e pazienza mi dice che in tanti, giù sulla Terra, stanno vivendo un momento di grande prova, una pandemia, e che giungevano, ora dopo ora, minuto dopo minuto, richieste incessanti perché Dio intervenga.

Ho capito. L’uomo è nei guai. La folla dinanzi a me qui in Cielo è troppo numerosa per scorgere il volto di Dio e cercare di carpire una sua espressione, un suo sentire. Decido allora di scriverGli anch’io due righe.

Altissimo. Siamo nei guai! Tanti stanno chiedendo aiuto. Non sappiamo come comportarci. Dicci che dobbiamo fare. Non vogliamo vedere il mondo soffrire.

Gli invio il messaggio! Speriamo lo legga presto.

Nel frattempo chiedo a questa donna, così solare, come ha attraversato il suo dolore in Terra. Inizia con il raccontarmi la sua vita, fatta di fatiche, dolori in famiglia, incomprensioni con il padre, ma anche delle gioie che ha vissuto, tra cui il matrimonio e l’avvento di una figlia. È sorprendente come si illuminino gli occhi ad una mamma quando parla dei suoi figli. È un’emozione che noi angeli mai sperimenteremo.

Poi continua. Mi racconta come ha vissuto il dolore. Mi parla di come l’umanità tante volte vive la sofferenza. Usa parole che noi, che abitiamo qui il Cielo, non conosciamo e non usiamo. Parla di ‘problemi’, di ‘non-senso’, di ‘ingiustizia’…

Mi parla anche di una realtà che noi angeli non conosciamo perché siamo essere spirituali: la compassione.

Sì, mi racconta come nell’ultimo tratto del suo viaggio sulla terra, mentre era su un letto di ospedale, tentava di dialogare con il suo cancro. Ma non aveva risposta. Quel silenzio la faceva soffrire terribilmente. Allora ha iniziato a gridare al Cielo, come succede anche in questi giorni.

E mi disse:

Non ho ottenuto la riposta che volevo! Ma un giorno mi si avvicinò un ragazzo, un giovane, che ha iniziato ad offrimi un po’ di ascolto. Inizialmente ero perplessa. Non capivo perché un giovane perdesse del tempo con un malato oncologico. Poi capii che quell’ascolto mi faceva bene al cuore. Iniziavo a sentire nuovamente. Sì, non so come spiegartelo, ma quel dolore che avevo messo a tacere per anni, stava ‘risalendo’ e voleva uscire.

Iniziai allora a piangere. E quel giovane non disse nulla. Rimase in silenzio. I suoi occhi divennero lucidi, come se si specchiassero sui miei. Era dispiaciuto per il mio dolore, ma non cercò di darmi spiegazioni. Stava lì con me. Dopo quell’ascolto mi sono sentita più leggera.

Ora sono qui. Non ho notizie di quel ragazzo. Posso solo dire che Dio non ha guarito il mio cancro; non ha fatto in tempo poiché era ormai avanzato. Ma forse, proprio quel Dio a cui ho gridato, mi ha regalato un ascolto che mi ha dato quella pace che aspettavo da tempo.

Mentre questa donna si racconta ha il viso raggiante. Vedo tutta la sua gioia quando parla dell’ascolto. Forse ora capisco.

Quel via vai che vedo in Cielo da qualche giorno, è per chiedere a Dio di fermare, sì, questa pandemia, ma anche di dare cuori pronti all’ascolto a quanti ci stanno accanto.

Perché, anche se sono un angelo, immagino quanto sia bello sapere di avere accanto qualcuno che piange, ride con te con il cuore e non con le parole. Dio non è indifferente al nostro male; no! Sta suscitando cuori pronti all’ascolto, a quell’ascolto che ti fa sentire importante, anche se provato.

Sono un angelo. Torno a fare il mio lavoro. Anche noi stiamo lavorando per voi!”