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“È VERO CHE DIO HA DETTO…?”

“È vero che Dio ha detto: Non dovete mangiare di nessun albero del giardino? (Gen 3,1)”

La prima domanda con cui partiamo viene dalla bocca di un animale: il serpente, presentato come il più astuto di tutte le bestie. Non ci troviamo a commentare un cartone animato con animali dagli occhi grandi che parlano, ma siamo quasi all’inizio del noto libro della Genesi, la cui verità si trova nel suo carattere sapienziale e non storico né tantomeno scientifico: questo libro, cioè, ci dice cose importanti, centrali decisive no principalmente su questioni comunque essenziali come «Scienza o fede?», «Evoluzione o Creazione?», bensì su ciò che riguarda la pienezza o meno dell’esistenza umana.

Se io e te siamo veramente felici dipende se ci lasciamo interpellare da questo libro e, facendo un operazione di zoom, da questa domanda.

Scopriamo però subito una cosa. Se andiamo all’originale ebraico, sorprendentemente non troviamo una domanda. Qui mancano i modi che la grammatica ebraica utilizza per porre domande. Nell’originale così suona la frase che il serpente pone alla donna: «Dio ha detto non dovete mangiare di nessun albero del giardino». Non una domanda, ma una costatazione, netta, senza se e senza ma.

Domandare significa entrare in punta di piedi, rispettare, dialogare, porsi nell’attitudine dell’ascolto; constatare invece mette un muro di fronte al parere dell’altro, impone una visione delle cose.

Quando si vuole terminare una conversazione al telefono, basta interrompere il flusso di domande che di solito emerge dai due interlocutori! Ora il problema vero è che nello schema che il viscido animale vuole imporre ci siamo anche io e te: purtroppo siamo invischiati in questa doppia trappola: la prima è che una voce sorda ci sussurra in modo subdolo, sinistro che Dio è uno scassa scatole (non si dicono le parolacce!) «Non dovete mangiare di nessun albero» , per cui tutto ciò che è bello, piacevole è peccato; in questa visuale il verbo preferito di Dio è «dovete», per cui davanti a noi abbiamo un Padrone etico piuttosto che un Padre amorevole.

La seconda trappola, più subdola è proprio nel movimento manipolatorio del male: il non farsi domande. Se vuoi campare cent’anni non farti domande!

La vita invece diventa un cammino, un’avventura bellissima, – e anche questa quarantena può esserlo – quando ci si inizia a porre le domande, quelle vere anche se in una fase iniziale possono inquietare o far tremare. Vuoi iniziare questo viaggio?

Don Gabriele Nasca

Per pregare…

Dal Salmo 83

Quanto sono amabili le tue dimore,
Signore degli eserciti!
 L’anima mia languisce
e brama gli atri del Signore.
Il mio cuore e la mia carne
esultano nel Dio vivente.
 Anche il passero trova la casa,
la rondine il nido,
dove porre i suoi piccoli,
presso i tuoi altari,
Signore degli eserciti, mio re e mio Dio.
 Beato chi abita la tua casa:
sempre canta le tue lodi!
Beato chi trova in te la sua forza
e decide nel suo cuore il santo viaggio.

 Passando per la valle del pianto
la cambia in una sorgente,
anche la prima pioggia
l’ammanta di benedizioni.