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Un Papa o un papà?

QUANDO, DINANZI ALLA PROVA, NON È FACILE GOVERNARE

La Quaresima si trasforma in quarantena. La meta della prima è la Vittoria della Vita e la meta della seconda è anch’essa una vittoria, ma sul virus. Si parla in entrambi i casi della Vita che vince sulla morte. Oggi leggo i dati che riguardano la diffusione del Coronavirus: sono realmente allarmanti. Da un lato abbiamo i nostri presidenti che giustamente cercano misure per contenere e poter risolvere il contagio da Coronavirus e dall’altra troviamo un’altra autorità che quest’oggi festeggia il suo settimo anno di pontificato, Papa Francesco, e che ci invita alla preghiera.

Vorrei chiedervi di pregare per le autorità: loro devono decidere e tante volte decidere su misure che non piacciono al popolo. Ma è per il nostro bene. E tante volte, l’autorità si sente sola, non capìta. Preghiamo per i nostri governanti che devono prendere la decisione su queste misure, che si sentano accompagnati dalla preghiera del popolo.” PAPA FRANCESCO, 12 marzo 2020.

Mai come in questi giorni assistiamo ad una ricerca spasmodica di punti di riferimento che ci assicurino che tutto andrà bene. In tanti proviamo ad esorcizzare la paura con striscioni veramente belli ed originali affissi ai nostri balconi o nei vari social con la scritta: Tutto andrà bene! In TV ma anche nelle radio e nei vari mezzi di comunicazione c’è un susseguirsi di verità più o meno attendibili su quanto il nostro Paese sta vivendo.

E noi cosa possiamo fare? Forse in questo momento ci viene chiesto di non fare, ma di stare. Che fatica però! Diciamocelo: non siamo abituati a stare, perché stare o re-stare ci impegna a sentire ed a ascoltarsi. Viviamo in effetti di cose da fare e ci perdiamo il gusto di sentire, tanto che poi, quando ci viene chiesto di re-stare, vorremmo scappare.

Ci sono tuttavia ingredienti interessanti che possono cambiare l’impasto delle nostre giornate da ‘reclusi’. Non sono parole magiche né tanto meno aforismi buonisti o ottimisti a tutti i costi. Sono vita, che se accolta seriamente, può cambiare il nostro presente e di conseguenza il nostro futuro.

Pregare per le autorità. Ebbene sì. Per chi ha fede, ci viene chiesto di metterla in pratica con la preghiera, perché chi è tenuto a governare, lo faccia con sapienza. Chi invece non ha il dono della fede, è comunque chiamato a sostenere chi, in questo momento, ha una visione a 360° della realtà del nostro Paese.

Decidere per il nostro bene. Non stiamo giocando. La nostra vita non è un gioco. In ballo ci sta il bene, il nostro bene. E solo se iniziamo a volerci bene, possiamo voler bene al nostro Paese. Re-stare a casa, stare, sentire, ascoltarsi, è l’indicatore di quanto bene ci vogliamo.

Non spaventarci della solitudine. Fare scelte importanti comporta una certa solitudine. Ma si tratta di quella sensazione sana che ti mette davanti a te stesso e ti fa dire: il cambiamento sta anche nelle mie mani. Ed è normale che mi senta solo. Ma se accetto la sfida, la solitudine si trasformerà in comunione, perché tanti altri seguiranno la mia stessa strada poiché profumerà di vita.

Parole di vita, insegnamenti che vengono da tanta esperienza. Sono richieste lanciate da Papa Francesco, durante una delle sue ultime Omelie nella Cappella di Santa Marta in Vaticano. E queste parole sono fari per questi giorni bui e faticosi.

Questo momento ci dona inoltre il tempo di pensare a quanti, nel mondo, vivono 365 giorni all’anno questa situazione di emarginazione e di precarietà. Nonna mi ripete sempre, nel suo dialetto, che la vita è una ruota che gira: quello di cui ti stupivi, diventa un giorno il tuo pane quotidiano. Papa Francesco, nel Suo anniversario, ci regala tre nuove strade che portano ad un vero cambiamento e ad una nuova consapevolezza.

Grazie Santità!