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Tu ed io? Un Papa o un papà?

PAPA FRANCESCO RACCONTA LA ‘TRASGRESSIONE’ DI DIO

Le pressioni di un momento portano l’uomo in generale e ciascuno nello specifico a piccole o grandi trasgressioni per raggiungere quello che appare come bene, fosse apparente o reale. Lo vediamo in questo tempo faticoso di pandemia: quante trasgressioni pur di stabilire un contatto con chi si ama; pur di uscire dalle mura domestiche alle volte intrise di una routine fatta di abitudini tendenti all’infelicità… Trasgredire per stare meglio; o così ci si crede…

Papa Francesco, durante la preghiera dell’Angelus di questa Domenica, partendo da un Racconto, ci ridà il senso della vera trasgressione, quella senza effetti collaterali e sanzioni.

“Il Vangelo […] (cfr Mc 1,40-45) ci presenta l’incontro fra Gesù e un uomo malato di lebbra. I lebbrosi erano considerati impuri e, secondo le prescrizioni della Legge, dovevano rimanere fuori dal centro abitato. […] In questo episodio possiamo vedere due trasgressioni che si incontrano: la trasgressione del lebbroso che si avvicina a Gesù – e  non poteva farlo –, e Gesù che, mosso a compassione, lo tocca con tenerezza per guarirlo – e non poteva farlo. Ambedue sono dei trasgressori. Sono due trasgressioni.”

PAPA FRANCESCO, Angelus, 14 febbraio 2021.

Trasgredire… L’etimologia di questa parola ci dice che trasgredire è come camminare oltre. Andare oltre il sentiero tracciato, andare fuori di quella che è la strada consigliata, scegliere di abbandonare un cammino per inseguirne un altro. Trasgredire… Quante volte sentiamo il bisogno di camminare oltre?! Diciamocelo. Tutti sentiamo il desiderio di trasgredire nel vero senso della parola. Ma a quanto pare c’è trasgressione e trasgressione.

Santo Padre – ci verrebbe da chiedergli – come vivere questo bisogno di andare oltre, di trasgredire alla vita monotona, infelice, insipida…?

Sappi che c’è una prima trasgressione che il Racconto citato ci presenta. “La prima trasgressione è quella del lebbroso: nonostante le prescrizioni della Legge, egli esce dall’isolamento e viene da Gesù. La sua malattia era considerata un castigo divino, ma, in Gesù, egli può vedere un altro volto di Dio: non il Dio che castiga, ma il Padre della compassione e dell’amore, che ci libera dal peccato e mai ci esclude dalla sua misericordia. Così quell’uomo può uscire dall’isolamento, perché in Gesù trova Dio che condivide il suo dolore.”


PAPA FRANCESCO, Angelus, 14 febbraio 2021.

Usciamo da uno stato di malessere quando incrociamo uno sguardo capace di farci vedere la bellezza che è racchiusa in noi; nonostante tutto. È vero: alle volte trasgrediamo proprio quando abbiamo visto qualcosa che ci attira, che risveglia in noi un certo piacere, fosse esso materiale, carnale, intellettuale o spirituale. Quel che abbiamo visto è così forte – o si presenta come tale ma poi non lo è – da farci andare oltre le nostre abitudini… E questo succede, purtroppo, anche con il male travestito di bene… sbagliando proprio strada e facendoci o facendo ad altri del male… Ma a quanto pare, a tutto c’è rimedio…

Sì, quando sei nella colpa o senti di aver sbagliato, pensa alla “trasgressione […] di Gesù: mentre la Legge proibiva di toccare i lebbrosi, Egli si commuove, stende la mano e lo tocca per guarirlo. Qualcuno direbbe: ha peccato, ha fatto quello che la legge vieta, è un trasgressore. È vero, è un trasgressore.  Non si limita alle parole, ma lo tocca. E toccare con amore significa stabilire una relazione, entrare in comunione, coinvolgersi nella vita dell’altro fino a condividerne anche le ferite. Con questo gesto, Gesù mostra che Dio che non è indifferente, non si tiene a distanza di sicurezza; anzi, si avvicina con compassione e tocca la nostra vita per risanarla con tenerezza. È lo stile di Dio: vicinanza, compassione e tenerezza. La trasgressione di Dio; è un grande trasgressore in questo senso.”


PAPA FRANCESCO, Angelus, 14 febbraio 2021.

Dio è il primo trasgressore quando si tratta di avvicinare chi si sente sbagliato, sporco, in colpa per piccole o grandi trasgressioni che invece che arrecare pace e gioia hanno portato dolore e frustrazione, rovinando relazioni e promesse fatte a se stessi o ad altri. Forse che trasgredire veramente vuol dire farsi vicini, per toccare realmente il dolore dell’altro ed esprimergli tenerezza. La tenerezza. La vera trasgressione per il mondo di oggi. Teneri. In altre parole non considerare importante chi ci sta dinanzi per i suoi risultati, ma per il semplice fatto che esista. Trasgredire è forse obbedire alla realtà, ascoltarla. L’ascolto permette la vicinanza; sprigiona compassione; insegna la tenerezza. Perché ascoltando inizio a mettermi a scuola della realtà, della vita. E mettendomi in ascolto della realtà e della vita non posso che ricevere Vita.

“Chiediamo invece al Signore la grazia di vivere queste due trasgressioni del Vangelo di oggi. Quella del lebbroso, perché abbiamo il coraggio di uscire dal nostro isolamento e, invece di restare lì a commiserarci o a piangere i nostri fallimenti, le lamentele, e invece di questo andiamo da Gesù così come siamo: ‘Signore, io sono così!’. Sentiremo quell’abbraccio, quell’abbraccio di Gesù tanto bello. E poi la trasgressione di Gesù: un amore che fa andare oltre le convenzioni, che fa superare i pregiudizi e la paura di mescolarci con la vita dell’altro. Impariamo a essere “trasgressori” come questi due: come il lebbroso e come Gesù.”


PAPA FRANCESCO, Angelus, 14 febbraio 2021.

Grazie, Papa Francesco!