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Credo e vivo Un Papa o un papà?

PAPA FRANCESCO

Ieri sera Papa Francesco è entrato nelle case degli italiani. Lo ha fatto attraverso un’intervista in uno speciale del TG5. Ve lo raccontiamo…

È la vita di un uomo che ha avuto il coraggio di entrare nella storia, quella vera, dell’umanità e, con la forza della speranza che viene dalla fede, cambiarla. Sì, Papa Francesco, con i suoi gesti di vicinanza e con le sue parole intrise di coraggio, ha innescato il vero cambiamento: quello del cuore dell’uomo, partendo dal più semplice, emarginato, solo.

Ieri sera gli occhi di milioni di italiani erano rivolti su questo uomo, all’apparenza fragile, anziano, mentre rilasciava un’intervista del tutto originale. Anzi, piuttosto che chiamarla ‘intervista inedita’, la potremmo chiamare ‘un momento di vicinanza con la sua gente’.

Crisi, conflitto, pandemia, vaccino, aborto, politica, religione, povertà. Sono questi alcuni dei temi trattati in questo ‘squarcio di Cielo’ che ieri si è aperto sulla televisione italiana.

“Grazie per essere venuti fin qui!” Ecco come inizia l’incontro. Qui c’è tutto quanto verrà detto in seguito. Non abbiamo infatti assistito ad un discorso in pompa magna su quelli che potrebbero essere i grandi temi di attualità; no. Siamo entrati invece in un dialogo. Ecco il modo di relazionarsi di Papa Francesco: dialogare, con il cuore pieno di gratitudine!

“Grazie per essere venuti fin qui!” È la gratitudine l’antidoto alla cultura dell’indifferenza e dello scarto che tanto ammala la società di oggi, e ciò si esprime con la vicinanza.

“L’indifferenza – osserva – ci uccide, perché ci allontana. Invece la parola chiave per pensare le vie di uscita dalla crisi è la parola vicinanza.”

“Grazie per essere venuti fin qui!” Insieme, è possibile rileggere quanto è accaduto in questi mesi per dare un orientamento diverso alla nostra vita e uscire così vittoriosi da qualsiasi crisi; qualsiasi.

“Da una crisi mai si esce come prima, mai. Usciamo migliori o usciamo peggiori. […] Si deve fare la revisione di tutto. I grandi valori ci sono sempre nella vita, ma i grandi valori vanno tradotti nella vita del momento. […] Senza vedere queste cose, l’uscita sarà un’altra sconfitta. E sarà peggiore. Guardiamo solo questi due problemi: i bambini e le guerre.”

“Grazie per essere venuti fin qui!” Farsi vicini permette all’uomo di sperimentare la speranza, quella vera, quella capace di cambiare il presente di un cuore in crisi. Il Papa è forse uno dei pochi uomini ‘importanti’ che in un periodo così travagliato ha avuto il coraggio di rendersi vicino a molti. Pensiamo all’apostolato del telefono, come lo chiama lui. Quante telefonate fatte in tutto il mondo per esprimere la sua prossimità a quanti soffrono, lottano. E questo ha un valore in più quando è vissuto nella fede.

“Per me – afferma – la fede è un dono, né tu né io né nessuno può avere fede con le proprie forze: è un dono che ti dà il Signore […]. La fede è un dono che dobbiamo chiedere.”

“Grazie per essere venuti fin qui!” È questa gratitudine che apre il cuore al dono della fede. Un cuore grato è capace di accettare un regalo. La fede non si compra ma è un dono che si semina in cuori aperti; ed il cuore si apre quando ringrazia.

Questo dialogo si conclude con un augurio che il Papa rivolge a tutti noi:

“Che non ci siano gli scarti, che non ci siano atteggiamenti egoistici e che l’unità possa prevalere sui conflitti”.

Forse che l’intervista potrebbe essere riassunta in una parola: gratitudine. La gratitudine dà vita al dialogo, lo accompagna, permette ai cuori di scoprire nuove mète, ed è capace di seminare. E seminare speranza!

Grazie, Papa Francesco!