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Credo e vivo Posso sognare Tu ed io? Un Papa o un papà?

FRANCESCO: “CI SONO ANTICORPI CHE POSSONO GUARIRE CHIUNQUE!”

Oggi, Domenica 14 giugno, abbiamo un appuntamento a cui non possiamo mancare. Le nostre settimane, ma anche le nostre giornate sono intrise di piccoli o grandi incontri, veri e propri appuntamenti. Alcuni di essi sono per la cura del corpo, per sovvenire ai bisogni primari come è giusto che sia; altri sono per la cura dell’anima, dello spirito, del cuore.

Papa Francesco è un esperto di cuori. Non soltanto per il ruolo che ricopre, talvolta accolto e altre volte contestato; lo è perché è un uomo che ha avuto il coraggio di mettersi in cammino per scoprire terre nuove, abitate da Persone che in fin dei conti, per quanti ci credono – ma anche per chi si dice ateo – hanno in mano il significato della Vita, dell’esistenza. Ed è lì che sta la grandezza del Vescovo di Roma: mostrare una strada sicura.

È essenziale ricordare il bene ricevuto: senza farne memoria diventiamo estranei a noi stessi, ‘passanti’ dell’esistenza; senza memoria ci sradichiamo dal terreno che ci nutre e ci lasciamo portare via come foglie dal vento. Fare memoria invece è riannodarsi ai legami più forti, è sentirsi parte di una storia, è respirare con un popolo.”

PAPA FRANCESCO, Omelia Corpus Domini, 14 giugno 2020

Così inizia l’Omelia del Papa per la Solennità di oggi: il Corpus Domini. La Chiesa intera è immersa in un profondo senso di gratitudine dinanzi a un Dio che scelse di ‘restare’ con noi facendosi Pane. Certo, è una festa ‘carina’ direbbero molti, ma non ci riguarda forse da vicino. Santità – vorremmo chiedergli – tutto ciò non ci toglie lo smarrimento dovuto a questi tempi di prova che in tanti non riusciamo a capire?! È proprio sicuro, Papa Francesco, che oggi, anzi, proprio ora, io abbia bisogno di far memoria di un pezzo di Pane? Crede che questo Pane possa veramente sfamare il mio senso di fame di giustizia, di un lavoro che non sia precario, di un tetto sicuro che non sia in mano ad usurai? A che serve ricordare?

– afferma Francesco – c’è un problema: […] come si può ricordare quello che si è solo sentito dire, senza averne fatto esperienza? Dio sa quanto è difficile, sa quanto è fragile la nostra memoria, e per noi ha compiuto una cosa inaudita: ci ha lasciato un memoriale. Non ci ha lasciato solo delle parole, perché è facile scordare quello che si ascolta. Non ci ha lasciato solo la Scrittura, perché è facile dimenticare quello che si legge. Non ci ha lasciato solo dei segni, perché si può dimenticare anche quello che si vede. Ci ha dato un Cibo, ed è difficile dimenticare un sapore.”


PAPA FRANCESCO, Omelia Corpus Domini, 14 giugno 2020

Sembra che oggi sia urgente ricordare, fare memoria. Appare una condizione necessaria per vivere un presente diverso e pensare ad un futuro più sereno. Ma come fare? Da dove iniziare, Santità?

Inizia a guarire la nostra memoria ferita!”


PAPA FRANCESCO, Omelia Corpus Domini, 14 giugno 2020

Non possiamo negarlo. Il cervello registra più facilmente le sfumature negative delle nostre esperienze che nono le cose belle. Parlando di ex-amici, di ex-lavori, di ex-comunità, di ex tout court, diciamocelo, non ricordiamo subito i bei momenti passati assieme, le belle avventure trascorse, i progetti condivisi; no, non è immediato. Tendiamo, per natura o – come dicono i cristiani ferventi – per peccato a ricordare preferibilmente il male ricevuto. Che storie?! E questo, al dire di Papa Francesco, ci condiziona non poco il presente ed il futuro! Ma sembra esserci un farmaco del tutto particolare in grado di guarire questo male che attanaglia tante nostre vite… : l’Eucaristia.

L’Eucaristia guarisce anzitutto la nostra memoria orfana. Noi viviamo un’epoca di tanta orfanezza. Guarisce la memoria orfana. Tanti hanno la memoria segnata da mancanze di affetto e da delusioni cocenti, ricevute da chi avrebbe dovuto dare amore e invece ha reso orfano il cuore. Si vorrebbe tornare indietro e cambiare il passato, ma non si può. Dio, però, può guarire queste ferite, immettendo nella nostra memoria un amore più grande: il suo. L’Eucaristia ci porta l’amore fedele del Padre, che risana la nostra orfanezza.”


PAPA FRANCESCO, Omelia Corpus Domini, 14 giugno 2020

Stiamo male perché non ci sentiamo amati. Anche questa è una verità. Ma forse non ne siamo consapevoli. E allora che fare, Santità? Forse, ci direbbe, inizia a ‘frequentare’ quel Pane…

Con l’Eucaristia il Signore guarisce anche la nostra memoria negativa, quella negatività che viene tante volte nel nostro cuore. Il Signore guarisce questa memoria negativa, che porta sempre a galla le cose che non vanno e ci lascia in testa la triste idea che non siamo buoni a nulla, che facciamo solo errori, che siamo ‘sbagliati’.”


PAPA FRANCESCO, Omelia Corpus Domini, 14 giugno 2020

Il sentirsi sbagliati è veramente un pensiero diabolico che veste Prada; è difficile da ‘sgamare’ ma ha realmente un potere sulle nostre vite. Che fare?

Il Signore sa che il male e i peccati non sono la nostra identità; sono malattie, infezioni. E viene a curarle con l’Eucaristia, che contiene gli anticorpi per la nostra memoria malata di negatività. Con Gesù possiamo immunizzarci dalla tristezza.”


PAPA FRANCESCO, Omelia Corpus Domini, 14 giugno 2020

Ma non è tutto. Per il Santo Padre dobbiamo guarire anche da un’altra malattia così elegantemente diffusa: la chiusura.

L’Eucaristia, infine, guarisce la nostra memoria chiusa. Le ferite che ci teniamo dentro non creano problemi solo a noi, ma anche agli altri. Ci rendono paurosi e sospettosi: all’inizio chiusi, alla lunga cinici e indifferenti. Ci portano a reagire nei confronti degli altri con distacco e arroganza, illudendoci che in questo modo possiamo controllare le situazioni. Ma è un inganno: solo l’amore guarisce alla radice la paura e libera dalle chiusure che imprigionano. Così fa Gesù, venendoci incontro con dolcezza, nella disarmante fragilità dell’Ostia; così fa Gesù, Pane spezzato per rompere i gusci dei nostri egoismi; così fa Gesù, che si dona per dirci che solo aprendoci ci liberiamo dai blocchi interiori, dalle paralisi del cuore.”


PAPA FRANCESCO, Omelia Corpus Domini, 14 giugno 2020

Non pensavamo che un pezzo di quel Pane, ‘ridotto’ alcune volte dalla nostra stessa abitudine e superficialità ad un mero gesto ‘carino’ da fare ogni tanto, fosse così vitale e salutare. Certo, il corpo ha bisogno di attenzioni e ascolto, ma mai come in questa epoca i mali che attanagliano le anime e i cuori sono più mortiferi di quelli del corpo. E mai come in quest’epoca abbiamo un uomo, vestito di bianco, così grande da indicarci con semplicità e schiettezza che il rimedio ai nostri mali è alla portata di tutti e per tutti. Forse avevamo bisogno proprio di un Pane così: sottile e leggero al tatto, bianco alla vista, che si sente con l’udito solo se lo si mastica, che ha il gusto del delicato, per vincere la nostra paura del diverso, dell’altro, dell’Altro, e incontrare l’Amore grazie ad un ricordo, un ricordo guarito.

Grazie, Papa Francesco!